Latini: «A Jesi il ponte San Carlo si deve fare»

Dino Latini, candidato Udc al consiglio regionale per Acquaroli presidente, incontrando una folto gruppo di cittadini legittimamente esasperati

Dino Latini

«Un ponte come il San Carlo di Jesi nonostante da maggio 2018 sia precauzionalmente chiuso per motivi di sicurezza al transito dei mezzi pesanti, rischio il collasso da un momento all’altro. E dire che questa struttura sull’Esino è essenziale per l’ordinaria viabilità in quanto collega il centro urbano al quartiere Minonnna ed alle vie interprovinciali ed interregionali rispettivamente verso Macerata e lo svincolo Jesi centro della SS76 Perugia – Ancona». A dirlo è Dino Latini, candidato Udc al consiglio regionale per Acquaroli presidente, incontrando una folto gruppo di cittadini legittimamente esasperati. 

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«Ad oggi le risorse disponibili sono  pari a 5 milioni e 250 mila euro. Per demolire il vecchio e ricostruire il nuovo San Carlo ci vogliono sei milioni e 200 mila euro. Insomma ne servono ancora 950 mila. La Regione si è impegnata per 4 milioni di euro: Di questi, 2 milioni e mezzo stanziati in bilancio ed un altro milione e mezzo  ricavati dalle risorse ministeriali del Fondo per la coesione e lo sviluppo. Nonostante la Provincia e Vivaservzi  per quanto di loro competenza abbiano messo sul piatto risorse fresche, resta sempre fuori  poco meno di un milione di euro. Ecco che la Regione, proprio per la funzione strategica del ponte San Carlo, che da sempre svolge un ruolo basilare per la complessa viabilità di un’ampia area della Vallesina, non può che rimettere mano al portafogli e trovare la quadra. Ecco, una Regione che sa programmare gli investimenti e che sa darsi una scala precisa di priorità non può permettersi di lasciare le cose a metà. Non si amministrano le Marche improvvisando o dimostrando approssimazione. Le Marche hanno bisogno di una seria manutenzione infrastrutturale. Ed è su questo obiettivo che bisogna assolutamente concentrarsi».

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