Elisoccorso, Al Diry-Grilli (Civitas Civici): «Servizio notturno inutile»

Così Yasmin Al Diry e Maurizio Grilli, candidati al Consiglio regionale con la lista Civitas Civici a sostegno di Francesco Acquaroli, sul servizio notturno dell'elisoccorso.

Da destra: Yasmin Al Diry e Maurizio Grilli

«Il volo notturno dell’eliambulanza del 118 è costato ai marchigiani milioni di euro ed è un servizio al momento praticamente inutile». Yasmin Al Diry e Maurizio Grilli, candidati al Consiglio regionale con la lista Civitas Civici a sostegno di Francesco Acquaroli, smascherano la grande beffa del servizio notturno dell’eliambulanza, sbandierato dal governo Ceriscioli come un grande risultato per le Marche. L’appalto per l’elisoccorso regionale è stato vinto dalla Babcock Mission Services Italia per 46 milioni di euro + Iva, ovvero 56 milioni di cui gran parte destinati al volo notturno.

«Siamo venuti a conoscenza che il servizio notturno dalla base di San Cassiano a Fabriano difficilmente prenderà il volo. Già di giorno, da lì, l’eliambulanza non riesce ad essere operativa al 100%, tutto dipende dalle condizioni meteo. Da novembre a marzo bisogna fare i conti con la nebbia e con le basse temperature che rischiano di gelare le pale dell’elicottero, limiti che rendono il servizio al 50%. Solo da maggio a settembre si riesce a coprire l’80% degli interventi- spiegano Al Diry e Grilli-. La base di Fabriano si trova in mezzo alle montagne per cui l’elicottero deve fare sempre e necessariamente alta quota. Non essendo ancora dotato di NVG, i visori notturni, il volo di notte può essere effettuato solo con le rotte. Ciò significa che può decollare e atterrare solamente da una piazzola certificata ad un’altra e non raggiungere zone magari impervie. Quindi non è previsto che effettui il trasporto primario (intervento sul luogo dell’incidente) ma solo quello secondario (trasporto da un ospedale all’altro)».

Altra questione riguarda le tempistiche. «Per il volo notturno i tempi si dilatano tanto che risulta più rapido e meno costoso far intervenire l’ambulanza. L’elicottero prima di essere messo in moto e fare il piano volo impiega circa 20-30 minuti. La rotta di notte non è la stessa di quella effettuata durante il giorno dove la visibilità permette di vedere cavi, antenne, ostacoli, quindi occorre più tempo. Ad esempio, per fare avanti e indietro da Fabriano ad Ascoli di notte, l’eliambulanza impiega complessivamente circa due ore. Se ad Ascoli e a Pesaro ci fossero ambulanze medicalizzate con a bordo un equipaggio di eccellenza si ridurrebbero tempi e costi dell’intervento. Oltre al fatto che l’ambulanza circola sempre, con qualunque condizione meteo. Dunque una perdita di tempo quando invece spesso è proprio il tempo a fare la differenza per salvare una vita- dichiarano-. Probabilmente avrebbe avuto più senso rendere operativo l’elisoccorso di notte dall’aeroporto di Falconara. Non dimentichiamoci poi che il volo notturno costa come due basi diurne: a maggiori costi per una tecnologia al momento non efficace, non corrisponde una migliore qualità del servizio sanitario».

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I due candidati consiglieri ricordano anche la figuraccia del primo volo notturno che sarebbe dovuto partire lo scorso 2 settembre dalla base di Fabriano, saltato a causa della mancanza dell’autorizzazione dell’Enac. C’è poi un progetto rimasto nel cassetto da anni a causa del malgoverno regionale in materia sanitaria, ovvero quello della telemedicina che sarebbe stata utilissima durante l’emergenza Coronavirus. «Grazie alla tecnologia i medici possono evitare di andare a casa del paziente fornendo allo stesso modo assistenza e facendo diagnosi. Può essere molto utile anche all’interno delle ambulanze- spiegano Al Diry e Grilli-. Sono stati sprecati milioni di euro per il servizio notturno dell’elisoccorso che al momento non può funzionare come dovrebbe, quando per attivare la telemedicina, strumento utilissimo di presa in carico del paziente con patologie croniche, sarebbero bastati solo 4 milioni di euro». Altra criticità che i due candidati consiglieri si impegnano a scongiurare è il depotenziamento del personale in servizio presso i centri di diabetologia pediatrica. «L’ADG Italia onlus (Assistenza Diabetologia Pediatrica) segnala che nell’unico centro di riferimento marchigiano, situato presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, si registrano difficoltà nell’assicurare la periodicità delle visite programmate a causa dell’impoverimento dell’organico e della mancanza del team multidisciplinare- affermano -. È necessario un piano di assistenza   ai   diabetici con   l’integrazione   delle   prestazioni   mediche infermieristiche e territoriali»

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