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Dalle province all'area vasta: il saluto di Patrizia Casagrande

Patrizia Casagrande, cinque anni alla presidenza dell'Unione delle Province Italiane e sette alla guida della Provincia di Ancona, a pochi giorni dalla fine del suo mandato tira le somme e spiega quello che cambierà

Dalle province all'aerea vasta. Nelle Marche, domenica 12 ottobre si voterà per il nuovo presidente della provincia e del consiglio provinciale ad Ancona, Fermo, Ascoli e Pesaro Urbino. Macerata concluderà invece il proprio percorso amministrativo nel 2016. Patrizia Casagrande, cinque anni alla presidenza dell'Unione delle Province Italiane e sette alla guida della Provincia di Ancona, a pochi giorni dalla fine del suo mandato tira le somme e spiega quello che cambierà.

«Ad occuparsi dell'area vasta non sarà più un presidente con il proprio organo di controllo e programmazione costituito dal consiglio e dall'esecutivo che decide. Saranno i sindaci ad eleggere il presidente che avrà comunque i tre poteri di giunta e di consiglio- riferisce la Casagrande-. Ci saranno poi i 12 consiglieri che avranno il compito di organizzare la programmazione e un'assemblea dei sindaci che avrà funzioni di controllo e di approvazione del bilancio. Cambia che i sindaci nel loro insieme si occuperanno di un'area vasta proponendo un programma di realizzazione che riguarda tutto il territorio. Non saranno più solo gli attori e i protagonisti del loro comune».

La Casagrande parla di bilancio assolutamente positivo come presidente dell'Upi mentre parla di bilancio complesso, difficile e articolato come commissario straordinario della Provincia. Tante le azioni portate a termine in questi anni come la chiusura di due discariche, grazie al buon lavoro fatto sulla raccolta differenziata, e la bonifica dall'amianto di alcuni edifici. Purtroppo però non si è vinta la battaglia del patto di stabilità che avrebbe liberato risorse per investimenti e creato lavoro. Restano poi alcune questioni.

«Restano le questioni che l'Osservatorio Regionale insieme a quello Nazionale metteranno a fuoco e sono quelle legate alla nuova configurazione del Centro per l'impiego che non sarà di carattere regionale ma pare nazionale. Saranno quelle di un'area vasta che dovrà stabilire, non in base alle proprie esigenze, ma in base alle esigenze legate all'organizzazione del territorio, la questione dei trasporti, la questione del ciclo completo dei rifiuti. Questioni legate anche ad una modalità nuova di interpretare il turismo che però, credo andrà avanti a vantaggio del territorio» conclude la Casagrande. 

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