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Patrizia Terzoni

Patrizia Terzoni

«Il problema delle Marche è il lavoro: defiscalizzazioni e finanziamenti mirati alle piccole imprese»

Ha 35 anni, prima dell’esperienza parlamentare era ingegnere tecnico in un laboratorio di ricerca di sviluppo di prodotti per l’alta efficienza dei sistemi di energia rinnovabile a Fabriano

«Aspettiamo di capire cosa farà il Presidente Mattarella, anche se l’ordine dei risultati indica che dovremmo essere noi gli incaricati a formare una squadra di governo, nella quale, lo voglio sottolineare, c’è anche un marchigiano: Mauro Coltorti, indicato da Di Maio come Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. Vogliamo governare». Così l’onorevole Patrizia Terzoni del Movimento 5 Stelle, deputata uscente e nuovamente rieletta nel collegio uninominale di Ancona per la Camera dei Deputati. Ha 35 anni, prima dell’esperienza parlamentare era ingegnere tecnico in un laboratorio di ricerca di sviluppo di prodotti per l’alta efficienza dei sistemi di energia rinnovabile a Fabriano. 

Patrizia Terzoni commenta i risultati elettorali nelle Marche e ad Ancona, dove è crollato il mito della regione rossa. Un cambio totale anche di fronte alle più rosee aspettative. «Io però una cosa del genere me l’aspettavo nelle Marche perché comunque sono una regione che sta cambiando. Sono cambiate e la politica fino ad oggi non è stata in grado di seguire quel trend e cambiare con essa. In anni di opposizione, noi e i sindaci abbiamo di mostrato di volere ed essere in grado di di poter recuperare una regione troppo spesso accantonata dalla politica nazionale».

Quando la Terzoni parla di una regione in evoluzione soprattutto alle mutazioni nel campo del lavoro e dell’imprenditoria. «Le Marche non si sono mai riprese dalla crisi del 2008 e in questi anni di governo il centrosinistra di è dimenticato delle piccole e medie imprese, per non parlare delle popolazioni terremotate, completamente dimenticate. Dobbiamo ridare priorità ai marchigiani e alle loro esigenze. In primis il lavoro».

Crolla il mito della regione rossa, Ancona e Marche a 5 Stelle: numeri storici della Lega

La ricetta è la formula assistenzialista presentata per l’Italia? «prima una serie di defiscalizzazioni e poi andare a rivedere tutti quei finanziamenti pubblici fatti a spot, senza tenere conto degli indici occupazionali, per rivederli e dirottarli dove c’è un più alto indice occupazionale». Ma non è già stato fatto dai governi Pd questo? «Sì, ma poi quei soldi non sono stati utilizzato per lo scopo utile. Un esempio è l’ex Antonio Merloni nel fabrianese, inserito nell’area di crisi complessa, per cui sono stati elargiti finanziamenti pubblici che hanno aiutato l’impresa, ma non hanno rispettato l’accordo sulla base del quale erano stati elargiti, cioè creare posti di lavoro. Noi faremo in modo che quei soldi vengano spesi dove servono e per quello a cui servono». 

I dati dell'affluenza ad Ancona e Marche

Ora però bisogna fare un governo, sarà necessario allearsi? «Siamo consapevoli che i cittadini hanno votato un programma e noi vogliamo realizzare questo programma e con questo andremo a chiedere un confronto con tutti, a partire dall’individuazione delle figure dei Presidenti di Camera e Senato». Ma confrontarsi può non bastare, se doveste governare insieme ad un altro gruppo sarebbe per lei consono o sarebbe un tradimento all’idea del M5S che da sempre si è definito “altro dai partiti”? «Governare insieme quando ci si apre al confronto sarebbe la cosa più naturale, ma la differenza col passato è che non sarebbe mai fatto sulla base di uno scambio di poltrone, ma sui temi. Guardi stiamo davvero voltando pagina. 

La giornata di voto: i fatti, i numeri, le code ai seggi, i candidati e gli exit poll

La preoccupa l’exploit della Lega? «Purtroppo ci eravamo immaginati anche questo perché noi abbiamo raccolto tutti i delusi del centrosinistra e dei moderati ma negli anni abbiamo anche visto una crescita delle destre e della Lega, che ha sempre cavalcato l’immigrazione come un problema che in realtà non esiste perché il problema è il lavoro e la povertà. Non a caso l’unico collegio uninominale vinto dalla Lega è quello di Macerata, dove sappiamo tutti cosa è successo».

I risultati collegio per collegio

Camera collegio uninominale Ancona-Jesi-Fabriano | Camera collegio uninominale Fano-Falconara-Senigallia | Camera collegio uninominale Macerata-Osimo | Senato collegio uninominale Ancona-Macerata | Senato collegio uninominale Senigallia/Fabriano/Fano/Pesaro | Camera collegio plurinominale Marche Nord | Collegio proporzionale Marche Sud | Senato collegio plurinominale Marche

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