Elezioni comunali 2018

«Da comunista a renziana, proprio la Mancinelli dà lezione di trasformismo: faccia i nomi»

Arriva dura la replica del candidato a sindaco Stefano Tombolini all'avversaria Valeria Mancinelli, la quale aveva bacchettato Tombolini per essersi presentato come il cambiamento ma con persone definite "trasformiste"

"La signora Mancinelli non sa più che pesci prendere. Ed allora blatera di maestri del trasformismo oramai superati cacciati da lei e che  ora sarebbero nella mia lista ed al vertice del mio staff di lavoro". Arriva dura la replica del candidato a sindaco Stefano Tombolini all'avversaria Valeria Mancinelli, che, nel rispondere ad una precendente dichiarazione del candidato del centrodesta, aveva bacchettato Tombolini per essersi presentato come il cambiamento ma con  "protagonisti che io ho sbattuto fuori dalla porta quando ho deciso di candidarmi cinque anni fa”. 

"La differenza fra la signora e il sottoscritto è che lei non fa nomi ne cognomi mentre io li faccio sempre, senza alcun timore di essere smentito. C’è poco da fare, alla signora in rosso dà fastidio la verità. Dà fastidio che la si indichi come una beneficiata dalla politica. Come una miracolata che vive di politica e con la politica. Fin da quando, oltre quaranta anni fa, era dirigente di quel Pci maceratese dove è stata allevata e pasciuta. Ora la vetero comunista diventata vetero renziana pensa di dare etichette e lezioni di trasformismo a chi lavora invece per il bene della città. I programmi della mia coalizione, le nostre proposte, i nostri progetti, vanno tutti in una unica direzione: ridare ad Ancona quel ruolo che le compete a livello regionale e dare agli anconetani una città davvero condivisa, partecipata e sicura. Una città liberata dalla protervia e dalla spocchiosità della Mancinelli e da quel che resta del Pd".

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