Elezioni comunali 2018

Il fronte anti Mancinelli si allarga agli ex Idv, Tombolini: «Necessaria una spallata enorme»

Due o tre liste civiche più i partiti del centrodestra, Udc con simbolo compreso. Ad applaudire Tombolini anche David Favia e l'ex vicesindaco Sandro Simonetti

Uno schieramento trasversale per arrivare al ballottaggio e togliere la bandiera del centrosinistra da Palazzo del Popolo. O meglio, del Partito Democratico di Valeria Mancinelli, visto che alla presentazione della candidatura di Stefano Tombolini, tra i relatori dei vari partiti del centrodestra compatto, spuntano in sala come auditori (applaudenti) volti noti del recente passato politico della Dorica. Come Sandro Simonetti, già vicesindaco di Fabio Sturani e poi, con Fiorello Gramillano, presidente di Conerobus. O come gli ex Idv di David Favia, presente con Gianni Ciotti, Paolo Eusebi (ora con Idea) e Roberto Signorini nel ruolo di portavoce di Tombolini. Pezzi da novanta del centrosinistra anconetano (ma anche regionale e nazionale) che fu, scomparsi dai radar – salvo fugaci apparizioni – con le dimissioni di Gramillano e la successiva vittoria nel 2013 dell'attuale sindaco Mancinelli. 

La coalizione

Si parte da Ancona 60100 che è la civica creata da Tombolini e dai suoi. Rispetto alla precedente uscita pubblica, quando venne presentata la Piattaforma Civica mancano i simboli di Insieme Civico e di Alleanza per Ancona ma c'è quello di Servire Ancona, formazione che gode l'appoggio dell'ex sindaco di Fermo Saturnino Di Riuscio, parecchio attivo per comporre una rete di civiche regionali come visto anche con Massimo Bacci a Jesi, e che con ogni probabilità ospiterà i nomi dei candidati indicati rispettivamente da Marco Giampaoletti e Letizia Perticaroli. Dettata la mappa della galassia civica, ecco le più note sigle dei partiti nazionali: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc (Massimo Meles con il simbolo).

Dai minireferendum di quartiere al boulvard dei giovani, ecco le idee di Tombolini

«La Mancinelli dice che la città è "ripartita"? Secondo noi per "ripartita" intende divisa tra vari spicchi di potere» attacca subito Tombolini che parte dai numeri per descrivere la città e dire ciò che ha in mente: 100mila abitanti, 46.500 famiglie, 46 anni la media di età con 16.500 euro di reddito medio, 15mila universitari, 8.500 aziende e 3mila alloggi inutilizzati. «E nonostante questo patrimonio edilizio inutilizzato – critica – si continua a cercare l'espansione edificatoria quando dovremmo rigenerare il tessuto urbano». Le proposte: 1000 euro lordi di stipendio per i giovani da impegnare con lavori socialmente utili, un assegno di genitorialità per i primi due anni del neonato per l'acquisto di prodotti per l'infanzia, l'ampliamento del tratto pedonale di via XXIX Settembre per ricavare, sotto, locali e creare un boulevard della movida dalle Muse fino alla Mole. Le decisioni? Attraverso minireferendum di quartiere senza quorum.

Ciccioli: «Grazie a Dio non siamo Macerata»

«Grazie a Dio non siamo ancora Macerata, quella della centrale di malavita che è l'Hotel House e dei fatti che hanno portato alla morte di Pamela, ma anche noi non possiamo stare tranquilli: il Piano che non è più in mano agli anconetani, gli Archi con lo spaccio e Candia dove i furti sono all’ordine del giorno – avverte Carlo Ciccioli, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia - Il nostro candidato e un civico puro in discontinuità con il passato e differente dalle finte civiche della Mancinelli o della sinistra schierata. Noi cerchiamo di restituire il governo della città ai cittadini. Come partiti abbiamo funzioni di collegamento con il nazionale ma poi le decisioni sulla città devono essere convidise con i cittadini, non con le cricche di potere». Per Paolo Arrigoni, commissario regionale del Carroccio, il motto è «prima gli anconetani. Caro Tombolini deve fare qualcosa per il Piano che è nelle mani della prostituzione e qualcosa per le famiglie». Per Daniele Berardinelli, infine, «la Mancinelli è arrogante come Renzi e noi dobbiamo riportare la speranza nei cittadini di poter tornare a decidere sulla città che deve tornare a essere capoluogo. Con Tombolini ci uniscono 5 anni in trincea d'opposizione». 

La futura giunta

Non si parla di nomi ma il diktat del civico è chiaro. «Voglio avere con me persone competenti ma con una sensibilità politica – spiega Tombolini – Né yesman, né professionisti della società civile che non sanno quali leve toccare. Non voglio ripetere la solitudine al comando della Mancinelli. Perché ricandidarsi? Nel 2013 ci abbiamo voluto provare. In questi anni ci siamo conosciuti e abbiamo imparato a riconoscere opacità e lati oscuri del bilancio di previsione. Saremmo stati a casa se avessimo visto un barlume di rilancio. Invece no. Questa città è ferma».

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