La Mancinelli: «Il bilancio su 5 anni di cultura»

Così il sindaco Valeria Mancinelli, in corsa per il secondo mandato, riassume il senso delle azioni messe in campo per rafforzare la scena culturale di Ancona

Valeria Mancinelli

«In questi cinque anni la crescita culturale di Ancona è stata esemplare e, soprattutto, si sono poste le basi per un progressivo sviluppo della città su scala nazionale e internazionale. Abbiamo lavorato per costruire le fondamenta di un progetto di visione che ci ha permesso di riaffermare la centralità del ruolo culturale del capoluogo ed è nostra intenzione proseguire l’azione di governo per completare il processo di cambiamento». Così il sindaco Valeria Mancinelli, in corsa per il secondo mandato, riassume il senso delle azioni messe in campo per rafforzare la scena culturale di Ancona, rendendo la città sempre più viva e dinamica.

«Tante le cose fatte sinora. In prima istanza - prosegue - si sono toccate le grandi strutture culturali, a partire dal Teatro Muse - Corelli, che oggi è uno dei più quotati in Italia per produzione e programmazione e che, dopo una fase non facile, oggi ha i conti a posto, con la moltiplicazione di aperture e di pubblico agli spettacoli. Poi c’è la Mole, il cui progetto di sviluppo culturale è stato premiato a livello nazionale, e che ha iniziato una rapida scalata grazie a grandi mostre e un chiaro ruolo di sistema culturale innovativo. Quindi i musei, messi in rete in questi mesi con un progetto del tutto nuovo per la città e che hanno consolidato il ruolo di Ancona come centro di cultura. Abbiamo messo in campo una politica culturale che ha proiettato Ancona oltre i confini regionali e che guarda al futuro con le molte cose da fare e già in atto: la ristrutturazione e l’apertura dell’Anfiteatro in collaborazione con la Soprintendenza, che ha ricevuto fondi ministeriali per questo, l’imminente riapertura da parte della Soprintendenza della chiesa di San Gregorio, il percorso archeologico previsto dal progetto Waterfront e dal progetto Parco Archeologico, entrambi finanziati e partiti. Progetti centrali, ai quali si aggiungono la sistemazione della Biblioteca cittadina, l’apertura di un centro di formazione musicale pre-accademico di servizio a tutta la Regione».

«In questi cinque anni - conclude - grande attenzione è stata prestata al servizio al territorio, con la Mole sede di un deposito di opere d’arte provenienti dalle zone colpite dal sisma. L’intera squadra guidata da Mancinelli ha lavorato con grande passione e continuerà a farlo, rispolverando, riscoprendo e restaurando grandi opere di artisti del calibro di Podesti e Olivuccio di Ciccarello, alle quali presto si aggiungerà il ritorno e il restauro della pala del Siciolante. A conferma del grande investimento sulla cultura, la realizzazione della Fontana dei due Soli, opera commissionata ad Enzo Cucchi, la sistemazione della Mater Amabilis di Trubbiani, oltre alla riapertura di contenitori rimasti a lungo chiusi al pubblico, quali la Polveriera, il teatrino dell’ex Crass, Spazio Presente e Magazzino tabacchi». «Questi interventi strategici – afferma l’assessore alla Cultura Paolo Marasca-  hanno permesso di ottenere una particolare visibilità ed hanno attratto grandi eventi, o, addirittura, li hanno prodotti: penso ad Ecce Homo, la più significativa mostra di scultura degli ultimi anni in Italia, ai prestiti di opere di grandi artisti, alla crescita del Museo Omero e alle grandi mostre, due delle quali sono imminenti: la monografica dedicata a Bruno D’Arcevia e Terra Sacra con Kounellis, Burri, Isgrò e molti altri».

«Oggi Ancona – conclude Mancinelli - è sui principali quotidiani nazionali per molte delle sue attività culturali e questo porta con sé un aumento sia di interesse da parte degli operatori, sia di fermento cittadino, dal momento che il Comune è in grado di fornire un maggiore e più solido appoggio ad associazioni e professionisti del territorio. I numeri - 200.000 visitatori alla Mole nel 2017, circa 80.000 spettatori del Teatro, 30.000 fruitori dei nostri festival e 50.000 visitatori dei musei - sono in crescita, ma soprattutto cresce la consapevolezza e la qualità dell’attenzione delle scuole, dei cittadini, dei visitatori».

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