L'appello del cugino con una lettera: «Ritirati finché sei in tempo»

A poche ore dal silenzio elettorale e a due giorni dalle elezioni comunali Antonio Tombolini scrive una lettera aperta al cugino invitandolo a un passo indietro: “Ti trascinano nel fango”

Antonio Tombolini

La candidatura a sindaco di Stefano Tombolini è sostenuto tra gli altri da «Fratelli d'Italia e il loro armamentario fascistoide». Le parole, anzi le righe durissime, arrivano da una parte della famiglia del consigliere comunale uscente insieme all'appello a ritirarsi dalla corsa alla carica di primo cittadino. A poche ore dal silenzio elettorale e a due giorni dalle elezioni comunali Antonio Tombolini scrive dal suo profilo Facebook una lettera aperta al cugino, invitandolo a fare un passo indietro anche in nome del nonno e del padre. La missiva ha generato un botta e risposta con un'altra parte della famiglia Tombolini. 

La lettera

«Come sai non ho mai interferito, in alcun modo, con le tue scelte politiche- scrive Antonio Tombolini- personalmente ho forti dubbi che possano essere lette in continuità con quelle di nostro nonno Sante, che durante il fascismo, come forse sai, sottoposto all’obbligo di esporre nel suo spaccio di Borcelì i ritratti affiancati di Hitler e Mussolini, non disobbedì all’ordinanza municipale, ma appose sotto a quei ritratti una réclame, quella dei biscotti che vendeva, che riportava in grande la scritta “Fratelli Lazzaroni”. Subì per questo qualche giorno di carcere, di cui si vantava con fierezza quando, ragazzino, lo accompagnavo per qualcuna delle sue ultime passeggiate. Ho forti dubbi che sarebbe felice nel vederti a fianco degli odierni “Fratelli d’Italia”, e di tutto il loro armamentario fascistoide. Ma sono tue scelte, e non ho ritenuto, fin qui, giusto esprimere quello che resta un mio giudizio personale. Personalmente ho anche forti dubbi sul fatto che le tue scelte possano essere lette in continuità con quelle di tuo padre, e mio zio, Pietro, che alla città di Ancona ha dato, per certi versi anche letteralmente, la sua vita, attraverso il suo impegno politico nell’allora Democrazia Cristiana. Ricorderai, come ricordo io, le giornate intere che passai con voi, giorno dopo giorno, ad Ancona, per tutta la durata della campagna elettorale comunale, a correre per tutte le vie della città per raggiungere il maggior numero possibile di famiglie coi suoi “santini” elettorali. Tu eri un ragazzino, io appena un po’ più grande, e insieme ad altri vivemmo un’esperienza che rimase per me unica di cosa significa essere in relazione vera coi cittadini, con le persone, a partire, come tuo padre, e mio zio, Pietro non si stancava di ripetere “a partire dalle più umili”. Ed era per questo che zio Pietro, lo sapevano tutti, sbancava con le preferenze: aveva il voto di persone che si affidavano a lui non per appartenenza di partito, ma per fiducia e stima e speranze personali. Ricordo ancora che i più terrorizzati erano quelli del PCI, perché sapevano che con zio Pietro in lizza molti, moltissimi dei loro tradizionali elettori, i lavoratori, i portuali, e i più poveri, avrebbero votato per lui. Poi questa mattina sono incappato in questo video, che ti vede partecipare a una manifestazione elettorale organizzata da Fratelli d’Italia come candidato Sindaco, per sostenere la tua candidatura, con la partecipazione dell’ospite che è stato chiamato per l’occasione a sostenerla, Vittorio Sgarbi. Ho iniziato a guardare il video, e confesso non ce l’ho fatta a vederne più di qualche minuto, tanto è stato il disgusto, l’imbarazzo e la vergogna che ho provato al tuo posto, ascoltando il livello intollerabile di volgarità di cui Sgarbi ha dato spettacolo. E ogni dubbio è sparito».

Aggiornamento: i fratelli a difesa di  Stefano Tombolini 

«Ritira la tua candidatura»

«Per questo mi sono deciso, non senza sofferenza, a scrivere qui, pubblicamente, una mia supplica a te, caro Stefano, col cuore in mano, perché sei ancora in tempo: per favore, ritira la tua candidatura. La tua storia, quella di zio Pietro, quella di nonno Sante, non meritano di essere trascinate nel fango di una politica ridotta a battute da postribolo in un consesso di impotenti che si dà di gomito e innesca una gara a chi la spara più grossa e ancora più volgare. Come vedi non sto mettendo in discussione le tue scelte politiche: le mie non sono le tue, ma il panorama della politica è così ampiamente mutato in questi anni che non avrebbe senso alcun richiamo a una continuità col passato di quegli anni. Sto mettendo in discussione, e ti sto implorando di porre riparo ora ad una scelta che non ti fa onore, con un gesto che ti farebbe invece grande onore, solo e soltanto sulla base di una totale estraneità, che è sempre stata quella di nostro nonno, di tuo padre e mio zio, nostra, rispetto a costoro, ai loro modi, alla loro vacua vanità. Per favore, ritira la tua candidatura, torna a essere l’uomo che ho conosciuto, e liberati di costoro». 

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Con affetto,
Tuo cugino, quello più vecchio, Antonio.

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