Comunali 2018, la Lega con Caricchio: «La Signorini non è il centrodestra»

Tentativi fino all'ultimo per entrare in coalizione ma l'aut aut della maggioranza sui simboli di partito ha portato il Carroccio alla corsa in solitaria: «Partiamo dal 15%»

alcuni dei candidati della Lega a Falconara

Ci si è provato fino all'ultimo ma alla fine l'accordo non c'è stato. La Lega corre dunque da sola e, come già anticipato, con la candidatura a sindaco del 35enne Stefano Caricchio, coordinatore locale del partito. Con lui ci sono 16 candidati – quasi tutti alla prima esperienza tranne Sergio Ardu, candidato con Forza Italia alle Comunali 2006 - pronti a tentare a colpi di preferenze l'ingresso in consiglio comunale. La peggiore delle ipotesi per il Carroccio. Prima il tentativo di ingresso nella maggioranza attuale, stoppato dalla volontà di mantenere il carattere civico della coalizione. Poi la corte serrata all'assessore Matteo Astolfi che, pur appoggiando la corsa di Matteo Salvini per il governo nazionale, nel locale ha optato per Falconara in Movimento con Stefania Signorini. Niente da fare. Nonostante il pronostico non sia dei migliori, Caricchio pensa positivo. «La Lega si presenta per la prima volta a Falconara – dice – in quattro anni di presenza siamo arrivati a circa 30 tesserati e partiamo dal 15%». Sulla "prima volta della Lega" a Falconara, Caricchio è in errore. L'esordio leghista in un'amministrativa falconarese risale al 1993 quando, con il candidato sindaco Luigi Tozzi, il Carroccio prese il 3,64%. La storia. Fu la prima volta con l'elezione diretta del sindaco e il ballottaggio. Al fotofinish la civica di Roberto Oreficini vinse contro ogni previsione per appena 29 voti sulla grande coalizione di centrosinistra guidata da Roberto Piccinini. Poi più nulla nelle successive consultazione. Perdonabile Caricchio che, all'epoca, aveva appena 10 anni.

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Altri tempi. E altra Lega, mai come ora forte in città se guardiamo al dato nazionale. Nel tentativo di rosicchiare il più possibile, per poi magari tentare un difficile apparentamento qualora ci sia il secondo turno, ufficialmente la Lega punta proprio al ballottaggio. «Al risultato del 4 marzo – prosegue Caricchio – potrebbero aggiungersi i voti del centrodestra visto che qui non esiste e che noi siamo l'unico partito che lo rappresenta. Le liste civiche della Signorini non sono centrodestra. Se lo fosse stato avrebbe dovuto mettere dentro i partiti ma lei non li ha mai voluti». Il programma leghista parte dalla sicurezza e propone il ripristino delle delegazioni di quartiere della Polizia Municipale (Palombina zona Ville, centro e Castelferretti), maggiori controlli congiunti in città e videosorveglianza «perché – accusa il candidato – le telecamere installate non sono attive». Tre grandi no a varie opere in cantiere: il bypass ferroviario, la pista ciclabile in centro da smantellare e il recupero dell'ex Montedison ("Il progetto di un centro commerciale, in un periodo di flessione economica come questo risulta poco probabile, oltra ad essere (nel caso in cui fosse realmente realizzabile) un potenziale ulteriore colpo inferto alla micro economia cittadina" si legge nel programma). «Negli ultimi 10 anni non c'è stata capacità politica – attacca il consigliere regionale Sandro Zaffiri - Il bilancio? Non ci si può accontentare del risanamento, non è questa la capacità amministrativa. Ci vuole ben altro per far svoltare Falconara che, con Ancona, abbraccia un grande territorio, il più importante delle Marche. Dobbiamo mettere in campo sinergie per fare grande questo territorio».
 

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