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Francesco Rubini

Francesco Rubini

AnconaToday incontra i candidati a sindaco, ecco la città che immagina Francesco Rubini

AnconaToday incontra i candidati a sindaco della città di Ancona e il secondo è il consigliere comunale uscente Francesco Rubini che punta molto sulla mobilità e sulla sicurezza ha in mente di usare a pieno alcuni poteri di ordinanza fino a ieri poco praticati

AnconaToday incontra i candidati a sindaco della città di Ancona e la seconda intervista è quella a Francesco Rubini, candidato a sindaco di Altra Idea di Città, che risponde subito alla domanda su cosa si farà subito se gli anconetani dovessero sceglierlo alla guida della città. «Mettere mano al tema della mobilità e dei trasporti partendo da un nuovo approccio: più persone e meno auto. E come si fa? Riprendiamo il progetto della metropolitana di superficie ad un tavolo con RFI e tutti gli attori istituzionali, per parlare della stazione marittima che è stata chiusa e noi vorremmo riaprire. Un lavoro sugli autobus che significa corsie preferenziali e cordoli per aumentare le corse e l’efficienza perché, ad oggi, i bus sono ostacolati da traffico privato. Infine mobilità ciclabile, fatta come si deve con piste ciclabili in sede e tutelate. Per fare questo è necessario implementare i parcheggi scambiatori sfruttando di più luoghi come lo stadio Del Conero. Tutto questo risolverebbe il problema dello smog e della sosta selvaggia». Lei però in consiglio aveva proposto una mozione per aumentare la Ztl in centro, vuole aumentare la zona off limits? «Vorremmo cercare di isolare l’area intorno all spina dei corsi per salvaguardarla dal traffico privato. Però non vogliamo isolarlo, per cui alla chiusura va di pari passo un lavoro di creazione eventi ed attrattive». Insomma il centro non può può essere luogo di mordi e fuggi, è così? «Immaginiamo che il centro non possa più essere luogo dove si arriva, si parcheggia al volo, si spende poco e si va via. E’ disfunzionale anche sotto profilo economico». 

Il porto

Siamo nella direzione giusta? «Innanzitutto mi sembra un’operazione verità dire che le tante cose buone arrivano dal lavoro intenso del Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri. Detto questo, bene la riapertura del porto antico, bene trasferire il traffico merci a nord, bene le crociere anche se vorremmo discutere su quali crociere perché dobbiamo stare attenti alle navi più grandi. Bene così, ma tutta l’area di competenza del Comune è in crisi e parlo del sistema legato ai siti storico-architettonici che sono in condizione scandalosa: porto traianeo senza coperture, siti storici e camminamento chiusi, Cardeto in abbandono. Dunque bene il porto ma male il pezzo di città di cui si occupa l’amministrazione perché altrimenti i turisti scendono in un deserto». 

Sociale e immigrazione

«Noi non abbiamo mai amato la retorica distruttiva e Ancona è un Comune che nel panorama nazionale tiene botta. Però qualcosa di più andrebbe fatto. In primis c’è il tema della casa per cui vorremmo iniziare a riutilizzare il patrimonio pubblico per esperienze di cohousing perché l’offerta garantita dalla residenzialità pubblica non è sufficiente, servono garanzie in più per chi vive in strada. Poi ci sono gli anziani, per cui ci auguriamo di non essere gli unici a difendere l’eccellenza dell’Inrca che non deve finire dentro l’ospedale di rete all’Aspio, sempre per gli anziani soli pensiamo a dei progetti da avviare nelle frazioni con luoghi di incontro, a patire da una fitta rete dei circoli in sofferenza, aree verdi poco mantenute e infine la realizzazione immediata del PEBA per disabili e anziani perché Ancona ha un’accessibilità difficile. Poi c’è un tema immigrazione. Siamo consapevoli che ci sono quartieri con delle problematicità, ma ci piacerebbe costruire condizioni perché le diverse culture possano diventare strumento di sviluppo economico e sociale: proponiamo un mercato multietnico lungo corso Carlo Alberto con cadenza settimanale, può sembrare banale ma anche così si evitano quartieri ghetto ed emarginazione». Ma lei vede la popolazione straniera poco integrata? «Lo avete raccontato anche voi cronisti come ci siano comunità isolate in quartier ghetto che spesso vivono realtà parallele. Quelle persone non vanno represse ma rimesse dentro una discussione di insieme». A volte in quei ghetti c’erano gli anconetani che sono stati costretti a cambiare casa per l’arrivo in massa di stranieri, si può agire su quello o il mercato immobiliare è intoccabile in quanto mercato?. «Il mercato é libero però noi diciamo che sul tema affitti il Comune dovrebbe svolgere il ruolo di mediatore, calmierare affitti e vale per quartieri problematici come Archi e Piano ma anche per il caro affitti che sta desertificando il centro storico.

Sicurezza

«Facciamo riferimento alla teoria della finestra rotta che ci insegna come una città senza degrado, che aggrega, con socialità è una città che si difende, viceversa diventa terreno fertile per il disagio. Ci impegniamo per il decoro, la bellezza urbana e stop all’abbandono di immobili pubblici». Ecco lei su questo ha sempre parlato di poteri del sindaco mai usati e che vorrebbe praticare, ce lo spiega? «Se divenissi sindaco utilizzerei i poteri per fare pressione sui privati che abbandonano immobili. Tutto parte dall’articolo 42 della Costituzione per cui la proprietà è privata ma la pone in sintonia con fini sociali, da qui derivano i poteri di ordinanza del sindaco che può far pressioni su chi abbandona immobile e lo lascia in condizioni igienico sanitarie discutibili, possiamo obbligare il privato a intervenire per il bene della collettività e se non adempie si possono passare alle vie legali fino ad arrivare addirittura all’esproprio. Con noi casi come l’albergo “Roma e Pace” non esisterebbero più ad Ancona. Insomma le ordinanze usiamole non solo per colpire qualche povero Cristo che dorme sulle panchine ma anche chi lascia marcire i grandi palazzi». 

Movida e socialità

«Intanto dividiamo la movida serale da aperitivo da vita notturna. Sulla prima serve costruire condizioni economiche per riportare attività e aggregazioni nel centro che deve diventare il luogo dove la città si ritrova per mille occasioni dal tardo pomeriggio fino alla sera». Quindi la via notturna in centro non si può fare? «Ma noi infatti diciamo che il centro serve quella prima fascia oraria che è coniugabile con la residenzialità e parliamo di presentazioni di libri, aperitivi, concentini dal vivo che portano soldi e persone. Per la vita notturna individuiamo una zona e cerchiamo in tutti modi fondi e imprenditori». Ma comuna può fare promozione? «Secondo me può farlo, anzi il Comune può pensare di collegare quella prima parte della serata con la seconda con una trasporto pubblico. D’estate dovremmo anche riprendere in mano la scandalosa situazione degli chalet a Palombina in area anconetana dove siamo arrivati al paradosso: A Falconara concerti e feste, si fanno due metri in più e ad Ancona c’è il deserto dopo le 21».

Senta ma se non dovesse vincere lei a chi augura il governo della città? «Non mi auguro le forze della destra populista che, con immutata stima per Tombolini che si è scelto la compagnia sbagliata, non gli consentirà di fare quello che ha sempre detto in consiglio, però Ancona dovrebbe anche avere il coraggio di rompere quel blocco in cui è imprigionata da anni rappresentato dalla Mancinelli” Dunque 5 Stelle? “Con loro abbiamo condiviso molto, sicuramente su questa città hanno fatto disastri interni però se dovessi dare giudizio su punti di programma le più grandi convergenze le abbiamo con loro». 

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