Strade allagate, Tombolini: «Sfiorata la tragedia, la città torni ad essere normale»

Così il candidato sindaco del centrodestra al ballottaggio del prossimo 24 giugno sulla situazione vissuta questa mattina ad Ancona

«Non mi stanco di ripeterlo. Ancona deve tornare ad essere una città normale, Cosa che purtroppo non è. Questa mattina sono infatti bastati 10 minuti d'acqua davvero intensi ma ripeto 10 minuti e la Baraccola è tornata sott'acqua, con danni tutti da quantificare. Si è addirittura sfiorato il dramma se non fossero giunti con immediatezza i soccorsi. A loro devono la vita chi è rimasto intrappolato nel sottopasso. Ed a loro va il primo pensiero ed il più convinto ringraziamento alle forze dell'ordine ed quanti in maniera eroica si sono prodigati per portare in salvo la famiglia rimasta intrappolata. L'altra riflessione da fare, al di fuori di qualsivoglia speculazione politica, è quella relativa alla necessità di porre in questa città la giusta attenzione a quelli che sono i grandi problemi strutturali ed infrastrutturali. Purtroppo la Baraccola è cresciuta a dismisura senza che il sistema di raccolta dei reflui delle acque meteoriche si stato adeguato. Senza che si sia provveduto alla realizzazione di vasche di prima pioggia, vasche di laminazione in grado di evitare la messa in pressione del sistema fognario ed i conseguenti gravi problemi». Così il candidato sindaco del centrodestra al ballottaggio del prossimo 24 giugno sulla situazione vissuta questa mattina ad Ancona. 

«Mi preoccupa particolarmente il fatto che le amministrazioni deputate alla pulizia dei fossi così come l'amministrazione comunale si facciano cogliere ogni volta impreparate. Esiste una responsabilità che va accertata non possiamo, a 40 anni dalla realizzazione del piano degli insediamenti produttivi della Baraccola, continuare a vedere le scene apocalittiche che si ripetono con sempre più elevata periodicità. Posso soltanto aggiungere che la mia amministrazione effettuerà una prima immediata ricognizione relativamente alle necessità urgenti connesse alle opere di urbanizzazione primaria, dalle strade alle fognature, all’illuminazione. A seguire l’altrettanto immediata definizione di un programma di integrazione e manutenzione che deve necessariamente connotarsi come momento pragmatico della vita amministrativa. Diciamo stop alle dinamiche elettorali, ai soldi investiti nei cosiddetti cantieri aperti che prosciugano le casse comunali, che accendono mutui ma che non risolvono i problemi strutturali. Ancora una volta paradossalmente ci è andata bene. Ma la città normale che io fortemente voglio e per la quale mi batto è tutta un’altra cosa».

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