Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Immobili inutilizzati e in degrado, Ancona è la città degli "Ex"

La denuncia arriva dal Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale che pone la questione dei troppi edifici e strutture in abbandono ad Ancona: «Al comune trionfano incompetenza e sciatteria»

L'ex cardiologico Lancisi

Ex Ipsia, ex Stracca, ex Enel, ex palazzo della provincia, ex Savoia, ex cardiologico. Ancona è la città degli "Ex". Sì, immobili ex utilizzati e oggi abbandonati o, peggio usati come luogo di bivacchi e al degrado più completo. E' la denuncia di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale che, in una conferenza stampa, ha puntato il dito contro il Comune, definendolo inadeguato. Per il portavoce comunale FdI-AN Angelo Eliantonio «Il Comune deve mettere a punto un Piano dei Riusi degli edifici, vuoto orrendo nell'urbanistica della città». Secondo la stima della destra anconetana si parlarebbe di 120mila metri quadrati di capannoni, edifici ed ex locali industriali inutilizzati che «oltre ad alimentare degrado e criminalità, rappresentano l'assenza progettuale e gestionale delle amministrazioni comunali di centrosinistra che si sono succedute negli ultimi anni». Per questo la prossima settimana Fdi-An scenderà in piazza per un'iniziativa simbolica di protesta nei pressi di alcune di queste strutture.

«Ci sono quasi un centinaio di abitazioni pubbliche di Erap e patrimonio comunale vuote oppure occupate abusivamente da non aventi diritto - ha detto il dirigente nazionale FdI-AN Fabrizio Del Gobbo - Se gravate da contenziosi legali si può anche affidarle provvisoriamente ad aventi diritto in attesa, che sono centinaia e che hanno assoluta necessità di avere soluzioni subito: è un delitto lasciarle inutilizzate». Parla della necessità di una mappa del degrado il dirigente provinciale FdI-AN  Stefano Benvenuti Gostoli per cui «va fatto un appello anche ai proprietari privati che mettano in sicurezza i propri beni ed evitino di esporli all'utilizzo di sbandati e malintenzionati. Il Comune può fare ordinanze per la messa in sicurezza e sostituirsi ai proprietari se queste non vengono eseguite». Per l'ex deputato e oggi portavoce regionale Carlo Ciccioli resta alto il pericolo che questi locali possano essere usati da «immigrati irregolari o personaggi che si dedicano allo spaccio, ai furti in abitazioni o al saccheggio di beni. Iniziative estemporanee per liberare luoghi occupati durano lo spazio di un mattino se non c'è continuità. Il caso eclatante è quello dell'edificio di proprietà della Regione, già di proprietà del Partito Comunista, in via Cialdini 3, occupato da abusivi». Per il consigliere provinciale Lorenzo Rabini, see non hanno mercato occorre riportarci gli uffici delle residue funzioni provinciali, oggi in periferia, anche per rianimare la vitalità del centro storico di Ancona.

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