Ex Dreher, carabinieri chiedono gli atti al Comune: Forza Italia attacca la giunta

La replica dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini: «Il piano periferie prevede la demolizione e ricostruzione dello stabile, è tutto conforme al Piano Perferie»

L'ex birrificio Dreher

Il Ministero dell’Ambiente e la Regione Marche avevano stanziato 850mila euro per riqualificare l’ex birrificio Dreher nel rispetto di un accordo di programma con il Comune di Ancona, ma diciotto giorni dopo la delibera Cipe che prevedeva il recupero dello stabile di via Flaminia la giunta ne ha presentata una finalizzata alla sua demolizione. Motivo? L’utilizzo come bivacco dell’ex birrificio da parte dei senza fissa dimora. Il caso è stato sollevato in una conferenza stampa dal consigliere comunale Forza Italia Daniele Berardinelli e i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno chiesto l’acquisizione della documentazione al Comune e alla Soprintendenza, allertati dalla segnalazione di un cittadino. «Chiederò chiarezza perché ne sono venuto a conoscenza negli ultimi giorni, ma c’erano dei fondi stanziati da una delibera Cipe del 1 dicembre 2016 per il recupero dell’ex Dreher, sembra che invece l’amministrazione abbia deciso di demolire l’immobile con una delibera del 19 dicembre successivo- denuncia Berardinelli- questo contrasta con il progetto condiviso da Minstero e Regione. Una delibera Cipe significa un impegno ministeriale e presuppone uno studio profondo alle spalle, perché se si investono 850mila euro (700 mila euro dallo Stato e 150 mila euro dalla Regione) il progetto doveva essere ben consolidato. Possibile che dopo un mese dalla prima delibera ci si accorge che lì ci vanno a dormire gli extracomunitari? Chiederò un accesso agli atti per capire come sono stati gestiti quei fondi». L’accertamento dei militari è in fase iniziale e, almeno al momento, è mirato a stabilire se l’ex birrificio è sottoposto o meno a vincoli, ad esempio di natura paesaggistica o strutturale. 

«Sulla questione dell’ex birrificio è tutto regolare, abbiamo già verificato e Berardinelli può accedere agli atti quando vuole come consigliere comunale- ha replicato l’assessore comunale ai lavori pubblici Paolo Manarini- forse Berardinelli non sa che demolizione significa anche ricostruzione, infatti verrà costruito un nuovo fabbricato secondo quanto previsto dal Piano Periferie che si conosce da tempo. Si tratta di un progetto molto complesso e non se ne può prendere solo una parte, se poi Berardinelli ha altre idee su come utilizzare quel rudere e ce lo fa sapere mi farebbe anche piacere». 

Nell’incontro con la stampa Berardinelli ha puntato il dito anche su altre questioni come la verifica di vulnerabilità sismica delle scuole dell’infanzia Pinocchio, Redipuglia e Mazzini; dei nidi Primo Incontro e Chicco di Grano oltre che della scuola primaria Falcone: «I fondi c’erano e sono stati messi a bilancio nel 2017 e alcune determine dirigenziali hanno impegnato le somme a fine novembre e inizio dicembre. Se i fondi c’erano perché non è stato dato prima il giusto peso a una cosa del genere? Ho chiesto l’accesso agli atti per la consultazione lo scorso 11 aprile ma non ho avuto risposta». Berardinelli ha anche ribadito la prossima istituzione di un punto di ascolto e per il corretto calcolo della Tari, e ha accusato la giunta uscente di «Non aver effettuato un controllo attento sulle possibili infiltrazioni mafiose, la cosa più eclatante è che il Comune si sia accontentato di un'autocertificazione per i lavori al Viale aziché chiedere alla prefettura di Napoli un certificato antimafia della ditta». Infine ha annunciato una prossima denuncia alle forze dell'ordine in merito al manifesto in via Santa Margherita che presentava il resoconto dei 5 anni in Consiglio Comunale. 

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