Slitta a domani l'ordinanza anti assembramenti nelle Marche

Il governatore, dopo il confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria e quello con i prefetti marchigiani, ha inviato la bozza di ordinanza

Foto di repertorio

L'ex deputato di Fratelli d'Italia rassicura i cittadini sul fatto che non si tratterà di norme eccessivamente restrittive.

«Non si tratta di nulla di straordinariamente restrittivo, anche perché resta veramente poco su cui intervenire, ma soprattutto si cerca di organizzare spazi e momenti affinché si possano limitare situazioni di potenziale pericolo- conclude Acquaroli-. È fondamentale prevenire ora il virus per tutelare la salute e per cercare di difendere con tutte le forze anche il lavoro e l'economia del nostro territorio alle porte del Natale. Sono in attesa delle osservazioni che ci stanno pervenendo, prima di procedere alla firma».

Così, dopo che nelle Marche si è raggiunto il numero di 1.150 morti da inizio pandemia, slitta a domani l'ordinanza anti assembramento della Regione Marche. Il governatore, Francesco Acquaroli, dopo il confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria di ieri pomeriggio e quello con i prefetti marchigiani di oggi, ha inviato la bozza di ordinanza anche all'Anci regionale per avere un parere. «In questa fase cosi' delicata riteniamo fondamentale che tutta la filiera istituzionale si impegni a sensibilizzare i cittadini sull'importanza di ottemperare in maniera diligente alle prescrizioni emesse- scrive in un post su Facebook Acquaroli-. Comprendo la grande confusione che si e' ingenerata e l'accavallarsi delle norme. Comprendo anche l'esasperazione, ma resta necessario il massimo impegno di tutti per combattere la diffusione del Covid». Come già detto l'altro giorno, secondo il presidente di Regione, le restrizioni conseguenti alla zona arancione «non ci aiutano a limitare il vero punto debole che sono gli assembramenti» e proprio per questo ha deciso «di redigere la nuova ordinanza che faccia definitivamente chiarezza e che, condivisa con Prefetture, associazioni, sindacati e Anci possa creare quella filiera istituzionale necessaria a raggiungere consapevolmente l’obiettivo».

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