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Simonetti lascia Conerobus: "Incertezze e immobilismo mi obbligano a coerenza"

Il presidente della Conerobus Sandro Simonetti ha presentato ieri le sue dimissioni, le motivazioni sono anche politiche. L'Udc intanto temporeggia ancora, facendo scricchiolare "l'accordo a quattro"

Il presidente della Conerobus Sandro Simonetti ha presentato ieri le sue dimissioni. La nota diffusa spiega innanzitutto le motivazioni professionali di tale gesto, richiamando alle criticità sofferte dall’azienda che mettono a rischio la partecipazione “alla prossima gara per l’affidamento del servizio di Tpl prevista per la primavera del 2013″.
Ma la parte interessante viene dopo, ed è squisitamente politica: “Oltre a tali considerazioni  sono stato determinato nella decisione da ragioni che attengono al fatto che la mia nomina è un atto di carattere politico fiduciario, in particolare del sindaco di Ancona. La vita politico amministrativa di questo comune è stata fino ad oggi caratterizzata da incertezze e immobilismo che non trovano la mia più assoluta condivisione e quindi la correttezza con la quale ho sinceramente in questi anni operato e collaborato mi obbliga ad un atteggiamento di coerenza”.

Sandro Simonetti non è infatti solo un tecnico, ma una figura politica di primo piano della città: ex vicesindaco ai tempi dell’amministrazione Sturani, ha avuto anche un ruolo importante nella gestione della crisi politica dell’amministrazione Gramillano, che sarebbe dovuta sfociare in un accordo incentrato principalmente sull’asse Pd-Udc-Idv (il “modello Marche”).
Una presunta titubanza dei dipietristi dorici nell’apporre la firma a tale accordo, unita all’innegabile ruggine fra gli uomini di Favia e il sindaco ha convinto però il primo cittadino a stralciare l’Italia dei Valori dal patto, chiudendo con Pd, Udc, Psi e Api. Una mossa che a quanto pare ha spiazzato anche gli alleati, dato che Stefano Dellabella, il segretario cittadino dei centristi, ha preso un giorno di tempo per mettere l’imprimatur del suo partito, che poi sono diventati due: l’Udc farà sapere infatti solo oggi il suo responso.
L’ex numero uno di Conerobus – va ricordato – per la stima unanime di cui gode su entrambi i fronti era un formidabile trait d’union tra i democrat cittadini da un lato e Idv-Udc dall’altro.

Ora è tutto nelle mani dei centristi: serviranno il brodino caldo all’amministrazione Gramillano oppure, a corto di garanzie, ritireranno il loro appoggio mettendo di nuovo in minoranza la giunta?  
 

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