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Gramillano si dimette (dallo Stabile), lunedì 3 dicembre la resa dei conti

Il sindaco di Ancona si è dimesso ieri sera dalla presidenza del teatro Stabile, al suo posto l'ex assessore Lassandari: è polemica. Intanto il PD prepara la resa dei conti, ma Ucchielli potrebbe avere altri piani

Il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano si è dimesso ieri sera dalla presidenza del teatro Stabile, per rispondere così all’appunto fatto dalla Corte dei Conti su possibili “conflitti di interesse”  (ovvero sulla sovrapposizione fra controllori e controllati, un chiaro riferimento al sindaco-presidente).
La poltrona della fondazione di prosa è stata occupata dall’ex assessore al patrimonio Cristiano Lassandari, dimissionato nel rimpasto di aprile, una scelta che ha sollevato non poche polemiche, fra cui quella dell’Idv Favia, che ha tacciato di “pressapochismo” una nomina che nulla ha di tecnico (come i dipietristi chiedono da tempo) e ha detto senza mezzi termini “Gramillano sceglie il primo che passa”. Il deputato anconetano ha anche annunciato le sue dimissioni di protesta dal Cda dello Stabile, dicendosi pronto ad andare a nuove elezioni.

BRACCIO DI FERRO.  E proprio in vista di nuove possibili elezioni, il quotidiano il Messaggero descrive una complessa partita a scacchi che sarebbe in atto dietro le quinte di Palazzo del Popolo: da un lato il segretario cittadino PD Stefano Perilli, deciso a porre termine a questa amministrazione lunedì 3 dicembre, avrebbe detto agli assessori democratici di tenersi pronti a rassegnare le dimissioni qualora in primo cittadino non mollasse la presa, e dall’altro il segretario regionale Palmiro Ucchielli, che ha convocato per lo stesso giorno il tavolo dei segretari per prepararsi ad eventuali contromosse. Staremo a vedere.
 

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