Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Bivacchi, Signorini: “Confermata linea del rigore e della fermezza”

L'assessore alla sicurezza: "Il rispetto delle regole, la sicurezza e lo stesso decoro urbano non sono né di destra ne di sinistra, sono infatti l'essenza del nostro appartenere ad una società vera e coesa"

Roberto Signorini, assessore alla sicurezza del Comune di Ancona

L’assessore alla sicurezza del Comune di Ancona Roberto Signorini chiarisce il suo pensiero sulla vicenda relativa ai bivacchi sulle panchine della città:

“Ancora oggi qualcuno sostiene che nella vicenda “multe a chi bivacca e dorme sulle panchine”  qualcosa sia cambiato relativamente alla posizione assunta dall’Amministrazione comunale. In proposito voglio sottolineare invece che la linea del rigore  e della fermezza è stata pienamente confermata proprio perché la città ha bisogno di trovare nelle istituzioni e in particolare nel Comune un interlocutore attento e responsabile, pronto ad intervenire con gli strumenti a propria disposizione.

Per quanto mi riguarda Ancona è da sempre una città tollerante e solidale. Ma Ancona sa anche bene cosa significhi rispettare le regole per una sana convivenza civile. Il rispetto delle regole, la sicurezza e lo stesso decoro urbano non sono né di destra ne di sinistra, sono infatti l’essenza del nostro appartenere ad una società vera e coesa. Rispettare pertanto le regole non vuol dire colpire i poveri, gli emarginati, i disadattati, anzi verso questi soggetti deve dispiegarsi una vera solidarietà e non manifestarsi quella carità pelosa che molti in queste circostanze dispensano a piene mani.

Il rispetto delle regole, quindi, se si vuol dare alla quotidianità di una città moderna ed europea come la nostra, il senso vero dell’appartenenza ad una comunità che vuole crescere senza però dimenticarsi di coloro che soffrono, di quanti vivono in condizioni di disagio e solitudine.

E questi sono i miei principi, quelli che stanno dietro ad una idea di città da sempre cosmopolita e crogiuolo di popoli e religioni che fa appunto della civile convivenza uno dei punti irrinunciabili. E se oltre al nostro preziosissimo “tetto per tutti”, ai nostri servizi sociali, sempre pronti a far fronte alle emergenze, oltre alla Caritas, ci fosse qualche altra associazione o anche qualche privato pronto a portare aiuto la sera a quanti sono costretti a dormire sotto un tetto di stelle, allora sarò io il primo a condividerne l’impegno”.

 

 

 

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