Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Dehors: i Verdi propongono “il decalogo del buonsenso”

La Rete ecologista dei Verdi interviene nella questione dehors, proponendo il “decalogo del buonsenso” per mettere d’accordo esercenti e amministrazione. Ecco il comunicato stampa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La Rete ecologista dei Verdi interviene nella questione dehors, proponendo “decalogi del buonsenso” per mettere d’accordo esercenti e amministrazione. Ecco il comunicato stampa:

Sulla questione dehors nel centro di Ancona, riteniamo che solo il buonsenso possa permettere di trovare un giusto equilibrio tra i legittimi interessi di commercianti, turisti, residenti del centro e cittadini in genere. Magistratura permettendo! Questo è il nostro contributo.

1) nei regolamenti comunali delle principali città italiane, tutte più o meno ricche di elementi di grande valore artistico è specificamente previsto un limite all’utilizzo turistico-­-commerciale degli spazi pubblici di fronte a edifici di culto e a monumenti sottoposti a vincolo architettonico e ambientale. Riteniamo che Ancona non sia diversa e non possa fare eccezione!

2) ugualmente, tuttavia, riteniamo che chi abbia un’attività commerciale adiacente a monumenti o edifici di culto non debba – per questo solo fatto – essere svantaggiato rispetto a chi si trova più distante, perché questo sarebbe lesivo dei diritti costituzionali dell’esercente e pure degli interessi della cittadinanza di garantire adeguati servizi ed esercizi pubblici nelle zone monumentali del centro storico.

3) in merito allo specifico problema di Corso Mazzini, e in particolare dello spazio antistante uno dei monumenti più antichi e caratteristici di Ancona (la Fontana del Calamo o 13 Cannelle), riteniamo che il problema andrebbe affrontato nell’ambito di un PROGETTO INTEGRATO che veda la partecipazione di Associazioni dei Commercianti, Associazioni Ambientaliste e di residenti, Soprintendenza e Comune, perché la questione non può essere semplicemente affrontata con le carte bollate, che generalmente lasciano TUTTI sconfitti. Non si può infatti pretendere che sia la Magistratura amministrativa a produrre un progetto, unico strumento che potrebbe – al di là di tutto – garantire una soluzione che sia rispettosa degli interessi di tutte le parti coinvolte.

4) quella che proponiamo è una soluzione win-win e di buonsenso, dettata dall’amore per la nostra città. Tale soluzione condivisa non può per sua natura, essere preconfezionata; tuttavia pensiamo che alcuni criteri di fondo potrebbero essere condivisi dalle parti interessate a priori, a prescindere dai ruoli nella vicenda. I criteri di fondo a cui pensiamo sono elencati nei seguenti punti:

5) i dehors dovrebbero uniformarsi a parametri estetici condivisi, che comporterebbero anche un acquisto di strutture e arredi collettivo (nell’ambito appunto di un progetto integrato) con ovvi vantaggi per tutti.

6) e sedie e i tavoli potrebbero essere di materiali naturali come il midollino o il bambù, ma anche l legno o metallo potrebbero adeguatamente sostituire la plastica), che non solo sarebbero più ecologici, ma anche esteticamente più in sintonia con monumenti che risalgono ad epoche in cui la plastica non esisteva.! Ricreare un atmosfera fin de siecle, ad esempio, finirebbe per valorizzare ulteriormente la zona senza nulla togliere al suo utilizzo commerciale.

7) gli elementi di delimitazione e protezione, inoltre, potrebbero ugualmente essere meno ingombranti e completamente trasparenti, e le pedane più basse, in modo da non limitare la vista e potrebbero essere intervallati da eleganti fioriere e vasi in coccio o altri materiali naturali.

8) i dehors antistanti la fontana del Calamo potrebbero essere risistemati in piazza Roma, permettendo così anche al turista che si siede di avere una buona visuale, dall’alto, del bellissimo monumento cittadino,

9) onde evitare atti vandalici e preservare l’investimento degli operatori, il Comune potrebbe installare videocamere irettamente collegate con la sala operativa dei VV.UU:, per poter intervenire tempestivamente e scoraggiare eventuali malintenzionati. Ciò, del resto, aumenterebbe anche in generale la sicurezza diurna e notturna della zona.

10) Come ultimo punto, riteniamo che né il TAR né il Consiglio di Stato possano portare a una soluzione ottimale, perché non sarebbe mai una soluzione win-­-win e condivisa. Riteniamo piuttosto che sia opportuno che il Comune sospenda il suo Regolamento e valorizzi il tavolo negoziale con tutte le categorie interessate. In particolare, riteniamo che sia il caso di nominare un facilitatore civico super-­-partes che, in un ottica di comunicazione ecologica, favorisca il dialogo tra le parti e giunga alla predisposizione comune del progetto integrato di cui al punto 3.

Caterina Di Bitonto e Raffaele Zanoli, Costituente Ecologista di Ancona
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dehors: i Verdi propongono “il decalogo del buonsenso”

AnconaToday è in caricamento