Decreto Sicurezza, Mangialardi (Anci Marche). «Positive le aperture del premier Conte»

A dirlo è Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore nazionale dei Presidenti delle Anci regionali

Giuseppe Conte (foto d'archivio)

ANCONA – “La linea dialogante ma ferma assunta dall’Anci nazionale e dal presidente Decaro nel confronto con il governo ha portato per il momento alla disponibilità espressa dal presidente del consiglio Giuseppe Conte di chiarire con apposite circolari integrative le norme criticate dai sindaci, oltre che all’avvio di un tavolo tecnico di confronto sulle gravi criticità gestionali emerse a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza. Tra gli impegni presi dal premier Conte anche la comunicazione ai Comuni dei nomi delle persone nel sistema di accoglienza che ora saranno domiciliate e non più residenti al fine di programmare i relativi servizi, e l’uniformazione sull’intero territorio nazionale della presa in carico sanitaria dei richiedenti asilo. Vedremo poi cosa accadrà in merito alla richiesta avanzata dall’Anci di inserire nel circuito di accoglienza i cosiddetti ‘vulnerabili’, famiglie con minori, donne incinte, persone con disagio psichico, e alla necessità di stanziare maggiori risorse per i minori stranieri non accompagnati. Insomma, un piccolo passo in avanti, che dimostra anzitutto come le difficoltà denunciate immediatamente dai sindaci non fossero campate in aria. Tuttavia resta ancora tanto da fare”. A dirlo è Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche e coordinatore nazionale dei Presidenti delle Anci regionali. 

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“Infatti – prosegue Mangialardi - se c’è davvero la volontà di dare soluzione a problemi che sono l’inequivocabile frutto della sbagliata impostazione data al decreto dal Ministro dell’Interno, volta a identificare quasi esclusivamente il tema della sicurezza con quello dell’immigrazione, è chiaro che anche il tavolo tecnico tra governo e comuni non può che essere propedeutico al cambiamento delle norme contenute nel decreto. Non può sfuggire, infatti, che l’impianto complessivo del decreto, con la cancellazione della protezione umanitaria, porterà all’aumento del numero degli stranieri irregolari, invisibili privi di tutele costretti a sopravvivere di espedienti, creando un contesto di maggiore insicurezza nelle città”.

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