Decreto sicurezza, «Le Marche valutino ricorso alla Corte costituzionale»

L’atto è stato sottoscritto dal Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, dai capigruppo di maggioranza Fabio Urbinati, Gianluca Busilacchi, Boris Rapa, Luca Marconi e dal vicecapogruppo del pd, Francesco Micucci

Decreto sicurezza e ripercussioni sul territorio temi centrali della mozione sottoscritta dal Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, dai capigruppo di maggioranza Fabio Urbinati (Pd), Gianluca Busilacchi ( Art.1 - Mdp), Boris Rapa (Uniti per le Marche) e Luca Marconi (Unione di Centro) , nonché dal vicecapogruppo del Pd, Francesco Micucci.

“Il Decreto sicurezza – sottolinea Mastrovincenzo – rischia di avere effetti devastanti. Colpisce la dignità delle persone; compromette il loro diritto alle cure mediche, allo studio, alla formazione; interrompe il percorso di integrazione generando insicurezza e tensione sociale. Le Marche sono da sempre una regione accogliente e solidale. Nessuno deve essere lasciato solo. E’ un nostro dovere morale continuare a garantire assistenza sanitaria a tutti”. L’atto, infatti, impegna il Presidente della Giunta e lo stesso esecutivo a “continuare ad assicurare i servizi sanitari ed assistenziali di competenza regionale finora erogati ai migranti interessati, stranieri entrati regolarmente nel territorio italiano ed ora improvvisamente posti dal Decreto sicurezza in uno status di limbo giuridico”.

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Nel contempo si chiede di “valutare i profili di lesione delle competenze costituzionalmente garantite alle Regioni per verificare se esistono le condizioni giuridiche per proporre ricorso avanti alla Corte costituzionale per la declaratoria i illegittimità costituzionale di alcune disposizioni normative del Decreto”.

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