«Decreti incostituzionale, nelle Marche c'è rabbia: pronti a chiedere i danni»

Mirko Bilò della Lega Marche ed ex sindaco di Numana che si fa portavoce del sentimento di una parte dei marchigiani e degli enti locali che lui conosce bene

Mirko Bilò

«Dovremmo chiedere i danni. I Decreti emanati da Conte sono incostituzionali. L’illustre professro Cassese lo ha denunciato nel silenzio degli altri costituzionalisti: limitare le libertà con un Dpcm, è un atto incostituzionale. Nelle Marche c'è rabbia ed è per questo che, come Lega Enti Locali della Provincia di Ancona, vogliamo farci carico di verificare tutte le possibili modalità idonee ad agire nelle opportune sedi, per tutelare i nostri concittadini dalle gravi e negative conseguenze sociali ed economiche provocate da questi insopportabili Decreti del governo».

A dirlo è Mirko Bilò della Lega Marche ed ex sindaco di Numana che si fa portavoce del sentimento di una parte dei marchigiani e degli enti locali che lui conosce bene. «Oramai è certo, ci si sta approfittando di una situazione grave con disposizioni costituzionalmente assolutamente illegittime. In sostanza vengono prese decisioni a livello governativo senza presupposto normativo e soprattutto senza una pur minima “tappa” alla Camera ed al Senato della Repubblica nel rispetto della nostra Costituzione. Per questo ci sarà la giusta reazione della gente. Il sistema produttivo marchigiano sta collassando. Alla “riapertura”, la capacità di risposta delle nostre imprese non sarà pari agli effetti negativi scatenati dalla crisi. Il Governo con 450 esperti, sforna decreti indecifrabili con regole discriminatorie e senza una logica. Molto autocompiacimento e poca consequenzialità. Nelle Marche come nel resto d’Italiain tantissimi sono scontenti e molto arrabbiati. Basti pensare che alla decisone contenuta nell’ultimo decreto di consentire il take away ai ristoranti, peraltro soluzione fortemente voluta dalla Lega, il governo contrappone il divieto di utilizzo delle seconde case. Tutto ciò è pazzesco. Immaginiamoci quanto lavoro take away avranno i ristoratori delle nostre località balneari con tutte le seconde case chiuse. Non sarebbe stato più facile dire: coloro che garantiscono le regole di sicurezza stabilite dal governo, possono circolare ed utilizzare anche le loro seconde case. Si prevedono, purtroppo, moltissimi insuccessi economici ma anche “ricorsi“ da parte di chi è stato sanzionato in applicazione delle dubbie disposizioni dei DPCM. Dai media e social emerge che illustri avvocati stanno approfondendo la questione, non solo per le sanzioni comminate ma anche e soprattutto per le altre gravi limitazioni e responsabilità dovute ai contagi ed a suoi drammatici effetti. Il limite della sopportazione da noi denunciato sta ricevendo una straordinaria condivisione da parte dell’opinione pubblica». 

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