Lunedì, 21 Giugno 2021
Da sinistra: Carlo Mancini, Luca Ceriscioli, Michele Caporossi
Politica

Il Lions incontra Luca Ceriscioli: «Salesi e riconversione presidi ospedalieri entro fine 2016»

Il presidente regionale Luca Ceriscioli tira dritto sulla riforma sanitaria e lo ribadisce in un incontro con il Lions Club Ancona

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Trasferimento del Salesi di Ancona, realizzazione del nuovo ospedale di Fermo, rilancio dell'ospedale regionale di Torrette, riconversione dei presidi sanitari territoriali in ospedali di comunità e riorganizzazione dei punti nascita. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, insieme al direttore generale di Ospedali Riuniti, Michele Caporossi, e al primario del Pronto soccorso dell'Umberto I, Aldo Salvi, ospiti della conviviale del Lions Club Ancona Host, hanno delineato il quadro della riforma del sistema sanitario avviata nelle Marche. Platea numerosa ed attenta fino a tardi nella sala del Passetto per uno dei temi più sentiti e dibattuti dalla comunità locale, come ha ricordato il presidente del Lions Club Ancona Host, Carlo Mancini, che ha introdotto i relatori.

Via libera anche dal ministro Lorenzin al progetto di trasferimento dell'ospedale Materno-Infantile Salesi. «Alla fine di quest'anno - ha annunciato Ceriscioli - procederemo con la gara d'appalto. Abbiamo già la disponibilità di 11 milioni statali, destinati ad Ancona, residui non spesi di altri interventi. Nel nostro recente incontro, il ministro ha dato, seppure in via informale, il suo ok alla variazione del progetto». Ovvero il trasferimento di Ostetricia e Ginecologia al sesto piano di Torrette e la costruzione della nuova palazzina, che ospiterà tutti gli altri reparti del Pediatrico (con un piano in meno rispetto al progetto originario) al posto dell'ex edificio di anatomia patologica. E Ceriscioli fissa per il Pediatrico anche l'obiettivo di ampliare il suo bacino di riferimento a 4-5 milioni di utenti, «guardando alla Puglia, all'Emilia Romagna e all'Umbria».Il presidente ha anche ricordato la conclusione dell'iter di gara per la realizzazione del nuovo ospedale di Fermo.

Sulla riorganizzazione dei 13 ospedali territoriali e sulla chiusura dei punti nascita, che hanno scatenato la protesta delle comunità locali nelle settimane scorse, Ceriscioli spiega: «I 13 presidi sanitari, al centro di tante battaglie dei cittadini, non hanno più da tempo quei servizi che li qualificherebbero come ospedali, benché siano ancora percepiti come tali. Non hanno più da anni una chirurgia né un pronto soccorso. Dall'operazione di riduzione dei servizi che è stata fatta fino ad oggi, ora passeremo ad una vera trasformazione di questi presidi in ospedali di comunità, in grado di dare risposte ai pazienti non acuti, confermando i budget che ora hanno quelle strutture. Il percorso deve concludersi entro il 2016, perché la Regione non sia fuori legge. Lo stesso vale per la chiusura dei punti nascita - ha proseguito -. Stiamo applicando le disposizioni nazionali. La chiusure non riguardano tagli ai servizi o ai finanziamenti, ma sono fatte per rispettare standard di sicurezza e qualità». Una riorganizzazione complessiva che, assicura il presidente, «porterà all'inserimento di 1000 persone nel sistema sanitario regionale tra nuove assunzioni e stabilizzazioni».

Il presidente Ceriscioli ha poi riconfermato la mission dell'ospedale di Torrette: «Ospedale di alta specializzazione che risponda non solo all'intero bacino marchigiano, ma che punti ad attrarre utenti anche nelle regioni limitrofe». Chiamato a portare avanti questo percorso, il nuovo dg Michele Caporossi. Il rilancio del ruolo e dell'attività dell'azienda Ospedali riuniti secondo il manager, «non può prescindere anche da un piano di investimenti, che immagino almeno triennale. C'è necessità di fondi per il personale e per le tecnologie, in alcuni casi datate oltre vent'anni fa. E poi investimenti nella genetica e nella medicina molecolare. Nei momenti di crisi - ha sottolineato - occorre investire e non fare gestione finanziaria. Negli anni questa organizzazione ha perso il ritmo. Ora dobbiamo tornare a dare risposte a chi ce le chiede e a sviluppare il potenziale, in molti casi inespresso, di questa struttura. Stiamo lavorando - ha aggiunto ancora - ad un piano strategico per Torrette che parta dal basso, dal confronto continuo con il personale e con il territorio». Ridurre gli sprechi, fare attività di fundraising anche attraverso le sperimentazioni in campo biomedico e farmaceutico, rafforzare il rapporto con l'Università Politecnica, puntando dunque sulla ricerca, le altre priorità fissate dal nuovo dg.

A chiudere la serata il primario del Pronto soccorso dell'Umberto I, Aldo Salvi, che ha illustrato l'andamento degli accessi al punto di primo intervento di Torrette, aumentati già del 4% tra il 2015 e il 2016 e il processo di presa in carico del paziente del pronto soccorso dall'assegnazione del codice al triage all'eventuale ricovero o dimissione.

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