Covid Center, Emiliozzi: «Da Sciapichetti una speculazione politica sul disastro»

Lo afferma in una nota la parlamentare civitanovese del Movimento 5 Stelle, Mirella Emiliozzi, tra le prime a denunciare che la collocazione della struttura è «sbagliata e dannosa»

Covid Center di Civitanova

MARCHE - «La situazione epidemica nelle Marche non può non preoccupare tutti, ma le prese di posizione dell’ex assessore Angelo Sciapichetti mi sanno tanto di speculazione politica su una vicenda, quella del COVID center di Civitanova, che ha diversi punti oscuri, primo fra tutti la scelta dell’ubicazione della struttura». Lo afferma in una nota la parlamentare civitanovese del Movimento 5 Stelle, Mirella Emiliozzi, tra le prime a denunciare che la collocazione della struttura è «sbagliata e dannosa, perchè - sostiene oggi come a maggio scorso - il centro è collocato in piena zona commerciale di Civitanova, un’area molto trafficata a ogni ora del giorno e ad alta affluenza di persone. Quindi ribadisco quello che abbiamo sempre sostenuto come Cinquestelle marchigiani: il COVID Center non doveva essere installato dove è stato fatto, ma volendolo ubicare a Civitanova, doveva essere collocato nella struttura vuota dell’ospedale pubblico».

«A giugno - continua Emiliozzi - facemmo un sopralluogo di quella struttura e ci fu spiegato proprio dai tecnici della regione che quella collocazione sarebbe stata comunque idonea al COVID Center. Questo avrebbe risolto tre problemi: evitare la presenza di un COVID center in un’area affollata, avere un’eccellenza terapeutica per emergenze direttamente collocata in un ospedale ma con ingresso separato e ‘percorso sicuro’ per i malati di COVID e una mobilità intra-strutturale più facile del personale medico e sanitario, di cui c’è grave carenza. Questo solo per parlare degli aspetti pratici. Per quanto riguarda invece l’impiego di fondi pubblici, vorrei ricordare a Sciapichetti che non sono stati soltanto i suoi avversari politici a sollevare dubbi, ma anche la Procura della Repubblica di Ancona che ha inviato la Guardia di Finanza e ha aperto un’indagine che speriamo possa chiarire cosa è realmente successo in quei giorni terribili di primavera. Fino a quel momento - conclude Emiliozzi - sarebbe il caso che a restare in silenzio fosse l’ex assessore, cui i cittadini marchigiani hanno chiaramente fatto capire che i suoi servizi non sono più richiesti».

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