Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Bilanci: Comune nel mirino della Corte dei Conti per Teatri e partecipate

I magistrati contabili puntano il dito sull'immobilismo dell'amministrazione Gramillano e chiedono la liquidazione degli enti teatrali. La documentazione trasmessa alle autorità giudiziarie competenti

Il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano

È arrivato nel tardo pomeriggio di ieri il documento di 44 pagine della Corte dei Conti che riapre uno per uno tutti gli interrogativi sui Bilanci dell’amministrazione Gramillano: un colpo – forse decisivo – che arriva a colpire un primo cittadino già fiaccato dai risultati dell’indagine consiliare sui teatri.

TEATRI. Il j’accuse della magistratura contabile, riporta il Messaggero, riguarda soprattutto l’immobilismo della giunta, che dopo l’allarme lanciato ad aprile e l’ultimatum del 30 settembre per sanare le “gravi irregolarità” della gestione Stabile e Muse non hanno messo in campo azioni concrete ma solo “misure non idonee a superare le irregolarità riscontrate”. La situazione non è rosea: ci sono i 2,8 milioni di euro di buco per l’ente di prosa e i 300mila euro della lirica, e se il dissesto non si apre “permangono forti tensioni per gli equilibri di bilancio”. I mancati contributi versati ai dipendenti dello Stabile, inoltre, possono configurarsi come “danno erariale”.
Si chiede dunque la liquidazione e il commissariamento dei due enti, e si getta anche l’ombra del conflitto di interessi: “I soci riflettano sulla necessità di una maggiore separazione tra controllante e controllata”, e dunque anche sulla presidenza affidata al sindaco della città.

PARTECIPATE. Altro tasto dolente, riporta sempre il quotidiano, sono le partecipate: Palazzo del Popolo, dice la Corte dei Conti, non ha risposto in maniera adeguata sui debiti delle controllate, che possono compromettere il pareggio di bilancio ottenuto solo dopo il salasso della “super Imu”. Sorvegliate speciali Anconambiente, Multiservizi, M&P e Pergolesi.

CONSEGUENZE. Il verbale sarà ora trasmesso al Ministero per i Beni culturali, alla Regione, alla Prefettura e al Procuratore regionale della Corte dei Conti, e saranno segnalati “alle rispettive autorità giudiziarie competenti ulteriori profili emersi nel corso dell'istruttoria”.



 

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