L'idea della giunta, tutela legale per dipendenti e amministratori: "pagano i cittadini"

La giunta ha depositato le proposte di modifica con cui chiede la revisione del regolamento sulla tutela legale dei dipendenti coinvolti in procedimenti giudiziari. Tuona il M5S

Foto di repertorio

Nel pieno della bufera giudiziaria che sta scuotendo il Comune di Ancona, la giunta ha depositato alla segreteria consiglio una proposta di modifica del regolamento che disciplina la tutela legale dei dipendenti coinvolti in procedimenti giudiziari. La prima richiesta che sarà presentata al consiglio comunale? Allargare la tutela, oltre che ai dipendenti, anche agli amministratori. Questa è solo una delle questioni che ha fatto tuonare il M5S. «E’ un testo cucito per salvare le spalle agli allegri amministratori, leggi assessori, di questa giunta e a spese nostre» commenta il capogruppo Daniela Diomedi. Nella proposta, che ha il sindaco come relatore e che sarà esaminata dai capigruppo e dalla commissione affari istituzionali prima di passare al vaglio del consiglio comunale, non c’è traccia del testo frontale che schematizza le singole modifiche per renderle facilmente individuabili: «Ho chiesto conto agli uffici per iscritto e mi hanno risposto, per telefono, che non hanno personale per provvedere in tal senso-racconta il capogruppo M5S-stavolta hanno davvero fretta ma noi presenteremo tutti gli emendamenti possibili». Sono diversi i punti del nuovo testo che hanno lasciato perplessa Daniela Diomedi. 

Dipendenti e amministratori 

Le contestazioni del capogruppo M5S sono riscontrabili già dall’ “oggetto”, ovvero dal titolo dei due testi a confronto. Il regolamento tuttora in vigore, definito da un atto di giunta del 2015, riguarda “La disciplina della tutela dei dipendenti coinvolti in procedimenti giudiziari per responsabilità civile, penale o amministrativa”. Nella proposta di revisione arrivata oggi in segreteria consiglio si legge invece: “Regolamento per la tutela legale dei dipendenti e degli amministratori coinvolti in procedimenti giudiziari per responsabilità civile, penale o amministrativa”. 

Conflitto di interessi 

Nell’articolo 4 dei rispettivi testi si affronta il tema dei conflitti tra gli interessi del dipendente (nel caso della proposta anche dell’amministratore) e quelli della stessa amministrazione comunale. Nella proposta di modifica compare la formula secondo cui “La verifica sulla sussistenza o meno di un possibile conflitto di interesse viene operata dal Comune”. Una dicitura che non compare però nello stesso articolo del regolamento ora in vigore e che, rileva la Diomedi, chiama in causa un’entità, quella del “Comune”, non meglio specificata. «Chi è il Comune? A quale ufficio ci riferiamo?» chiede il capogruppo. Nello stesso articolo vengono poi aggiunte due spcificazioni rispetto al testo attuale. La prima (punto “a”) vuole che  “la situazione di conflitto di interessi si ravvisa in presenza di atti e/o fatti compiuti con dolo, stante l’interruzione del rapporto di immedesimazione organica”. L’altra (punto “f”) ravvisa il conflitto di interesse “quando il fatto contestato sia rilevante, anche disciplinarmente, e venga accertata la responsabilità del dipendente in ultima sede”. 

Ammissione al patrocinio legale 

Nell’articolo 5 della proposta di modifica viene concesso il diritto al patrocinio legale, oltre che al dipendente, anche all’amministratore. In entrambi i casi viene specificato che la richiesta di ammissione va presentata entro 30 giorni, nella proposta scompare però l’espressione “pena la decadenza” e su questo punto il M5S ha già annunciato la presentazione di un emendamento specifico: «La pena di decadenza deve essere esplicitata, altrimeni non c'è» spiega ancora la Diomedi. Si occupano di tutela legale anche i punti numero 2 dell’articolo 6 di entrambi i testi, ma in quello nuovo scompare l’obbligo secondo cui il legale “deve essere scelto di comune accordo con l’amministrazione”. Si dice invece che l’ufficio competente adotta l’apposita determina dirigenziale “ove da atto dell’intervenuta tutela legale a favore del dipendente o amministratore e delle condizioni di cui è sottoposta la stessa, con indicazione ed assenso ad avvalersi del legale individuato”. 

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Dati personali

«E’ stato anche stravolto l’articolo relativo alla tutela dei dati personali- conclude la Diomedi- in precedenza, in presenza di un eventuale rifiuto del dipendente a fornire le informazioni o i dati richiesti, l’amministrazione avrebbe potuto valutare di conseguenza, ovvero non dar luogo all’accoglimento della tutela». 
 

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