Sospensione Caglioti, Quacquarini (M5S) attacca: «Provvedimento ad orologeria»

Così Gianluca Quacquarini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, sulla sospensione del maggiore Marco Ivano Caglioti e sul caos corruzione nel Comune di Ancona

foto di repertorio

«Siamo proprio un Mondo al contrario. Dopo oltre 1 anno di indagini da parte del nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona, effettuate insieme agli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato, nell’ambito dell’inchiesta “Ghost Jobs“, cosa fa il Comune? Fa sospendere il maggiore Marco Ivano Caglioti che, con il suo nucleo di Polizia Giudiziaria, ha fatto partire le investigazioni che hanno portato ad avere 30 indagati, di cui 5 agli arresti per il modo di gestire gli appalti pubblici. Non ci sono parole». Così Gianluca Quacquarini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, sulla sospensione del maggiore Marco Ivano Caglioti e sul caos corruzione nel Comune di Ancona. 

«Credo che nella logica, e nella normalità delle cose, sarebbero stati da comminare dei provvedimenti di sospensione alle persone coinvolte nell’inchiesta e non a chi ha fatto scoprire certi comportamenti. Ma certo questo dovrebbe avvenire in un Mondo normale. Forse è ormai un’utopia sperare in qualcosa di diverso, più giusto e come ci immaginiamo dovrebbero andare le cose. Chissà, i segnali che il nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona dava fastidio ci sono da mesi. Questi uomini, seppur con pochi mezzi a disposizione ha, negli anni, dato ottimi risultati, rendendo evidenti sacche di potere e truffe di vario genere e provenienza.
Evidentemente, l’aver toccato situazioni “delicate”, ha dato fastidio a qualcuno.
Purtroppo quando non si guarda in faccia nessuno, e si fa il proprio dovere, si viene messi in condizione di non disturbare i manovratori. Ed ora siamo arrivati alle “punizioni“. Dopo che nel tempo si sono tolti uomini per poter continuare queste indagini si è arrivati a sospendere il maggiore Caglioti reo di aver indagato sugli strani comportamenti che avvenivano in certi ambiti di Palazzo del Popolo senza parlarne con la sua Comandante e con la Giunta. Come avrebbe potuto farlo del resto? Infatti non lo poteva fare! Perché stava indagando proprio in quell’ambito e perché c’era un segreto istruttorio da tutelare. Il provvedimento di sospensione nei sui confronti è scattato da lunedì 11 novembre 2019, e cioè pochi giorni dopo che la Polizia di Stato è entrata nel “palazzo” per procedere all’arresto del dipendente comunale, alle perquisizioni e ai sequestri di materiale riguardante l’inchiesta. Una persona come il maggiore Caglioti, ed i suoi uomini, invece, andavano ringraziati per il lavoro svolto, visto che grazie alle loro inchieste si sono scoperte molte storture nella Pubblica Amministrazione. Sarebbe stato, piuttosto, da ripristinare anche il gruppo di investigatori che era stato smantellato scientemente nel tempo e ringraziati tutti per quello che hanno fatto emergere nel nostro interesse. E invece di premiarlo che hanno fatto? Punito con la sospensione di 10 giorni! E' inconcepibile. Ripeto sono mesi che l’Amministrazione sta facendo la guerra alle persone sbagliate con spostamenti di uomini, strani ordini di servizio ecc. ecc.
Inutile che poi lo stesso Comune si affretti a dire che “il provvedimento disciplinare” è stato emesso un mese fa “nulla ha a che fare con le ultime vicende riportate dalla cronaca di questi giorni“. Allora dobbiano pensare che è un provvedimento ad “orologeria“? Se è stato emesso 1 mese fa perché farlo scattare proprio ora? Ma i Sindacati, ad esempio, dove sono stati in tutto questo tempo? Per loro finora è stato tutto ok? Mistero! Speriamo di tornare prima o poi una città normale e con una certa logica negli avvenimenti che accadono».

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