Dichiarazione annuale rifiuti, Italia Viva: «Stop a obblighi imprese»

I coordinatori provinciali di Italia Viva hanno chiesto ai propri parlamentari di sollecitare il Governo ad inserire alcune proroghe nei prossimi provvedimenti per le imprese

Matteo Renzi

I coordinatori provinciali di Italia Viva hanno chiesto ai propri parlamentari di sollecitare il Governo ad inserire nei prossimi provvedimenti per le imprese, conseguenti all’emergenza per il coronavirus, anche la proroga dei termini di alcuni adempimenti ambientali in scadenza a fine aprile.

Si tratta di obblighi che coinvolgono in tutta Italia centinaia di migliaia di imprese (soprattutto micro imprese e PMI, per lo più nei settori dell’artigianato, trasporto e agricoltura) e svariate decine di migliaia di ditte solo nelle Marche le quali, entro il 30 aprile, dovranno presentare la Dichiarazione annuale dei rifiuti prodotti e gestiti nel 2019 (il c.d. MUD); molte saranno poi tenute anche alla complessa Comunicazione PRTR relativa alle emissioni e agli scarichi; tantissime altre (soprattutto quelle di trasporto) dovranno infine versare il diritto annuale per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali presso la Camera di Commercio la cui omissione comporta il divieto di proseguire l’attività. A causa degli effetti della grave situazione di crisi sanitaria per il coronavirus, tra cui  limitazioni negli spostamenti, il ricorso a ferie obbligate o alla Cassa integrazione per molte attività, la difficoltà di liquidità e di relazionarsi personalmente con gli Uffici delle Associazioni di Categoria o con le società di consulenza ambientale, tantissime imprese rischiano di non poter adempiere ai complessi obblighi di legge e di incorrere in sanzioni amministrative molto onerose, talune di diverse migliaia di euro.

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Italia Viva ha chiesto perciò che i termini per la c.d. “denuncia rifiuti”, per la dichiarazione PRTR e per il pagamento del diritto annuale all’Albo Gestori. Ambientali siano posticipati almeno al 31 ottobre prossimo. Nello stesso tempo ha pure chiesto che siano temporaneamente modificate le condizioni per il deposito temporaneo di rifiuti aumentando i quantitativi stoccabili e i termini di legge per l’avvio al recupero o allo smaltimento; moltissime imprese, allo stato attuale, non sono in grado di garantire nei tempi oggi previsti il conferimento ai trasportatori e rischiano di incorrere, in caso di controlli anche successivi al termine dell’emergenza sanitaria, in pesanti sanzioni penali. Tali proposte di Italia Viva vogliono rappresentare un concreto aiuto per le imprese che stanno vivendo una situazione emergenziale e non diminuiscono i livelli di tutela ambientale perché riguardano adempimenti amministrativi procrastinabili; prontamente i nostri parlamentari le hanno sottoposte al Governo dal quale ci aspettiamo un positivo riscontro.

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