L'ex segretario Cgil Carloni (Pd): «Insegnanti fragili? Impiegarli per didattica a distanza»

La proposta dell'ex segretario della Cgil a due settimane dall'inizio delle lezioni

Foto di repertorio

«A poco più di due settimane dall’inizio dell’anno scolastico ci si interroga su come tutelare quegli insegnanti di ruolo considerati lavoratori fragili e quindi ad alto rischio di contagio da Covid – 19, continuando a garantire nel frattempo la continuità dell’attività didattica. Sulla questione c’è un vuoto normativo che va colmato. Parliamo di docenti perfettamente in grado di insegnare, che potrebbero tranquillamente dare il loro prezioso contributo da remoto, come risorsa aggiuntiva ai supplenti nominati per la sostituzione in classe». E’ la proposta con cui Manuela Carloni, storico segretario della Cgil, settore scuola, in corsa alle prossime regionali nel collegio di Ancona tra le file del Pd, intende dare il suo apporto al grande lavoro fatto sinora dalla Regione Marche per risolvere, in sinergia con tutte le parti sociali, le criticità evidenziate dal Covid – 19.  «Certo – prosegue Carloni – tutto questo comporterebbe costi aggiuntivi, ma si tratta di un investimento capace di trasformare una difficoltà in opportunità. E l’occasione per restituire alla scuola quella flessibilità spazzata via da anni e anni di tagli scriteriati attuati dai vari governi di centrodestra che si sono succeduti nel tempo. Un docente fragile può ad esempio sostenere con la DaD gli studenti in difficoltà, anche in compresenza, durante le ore di lezione, collegandosi da casa e favorendo la gestione dell’insegnamento a piccoli gruppi, oppure intervenire in altri orari, per esempio nel pomeriggio, con corsi di recupero o approfondimento». 

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Una ricetta parte di un progetto complessivo, che, secondo Carloni, deve anche prevedere il ripristino del medico scolastico, fondamentale, soprattutto in questo delicato momento storico, per sostenere i referenti Covid dei vari istituti nella gestione di eventuali casi di positività al virus. «Naturalmente – prosegue la candidata – per far funzionare il sistema occorre unire tutte le risorse del territorio, attraverso patti di comunità, una rete in cui ciascuno metta a disposizione le proprie competenze per costruire insieme il cambiamento che l’emergenza sanitaria ci impone di affrontare. Mi auguro – conclude Carloni – che, almeno in questa particolare circostanza, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per le Marche non rimanga in silenzio, ma decida di collaborare facendosi portavoce delle istanze più volte sollevate per non vanificare il grande sforzo compiuto dalle istituzioni marchigiane in vista del ritorno in aula». 

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