Polo unico Covid-19, Leonardi (FdI): «L'ospedale resti aperto anche dopo l'emergenza»

Il capogruppo FdI in Regione Marche, Elena Leonardi, chiede garanzie sul futuro dell'ospedale una volta passata l'emergenza

Elena Leonardi

Elena Leonardi, capogruppo Fratelli d’Italia in consiglio regionale, sulla riconversione dell’ospedale di Camerino a polo unico provinciale per il Covid-19:

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«Apprendiamo in queste ore della decisione di riconvertire un ospedale per ciascuna delle cinque province marchigiane in un polo unico di riferimento per il Coronavirus. Per la provincia di Macerata, è stato scelto l’ospedale di Camerino e già nel pomeriggio di oggi, domenica 8 marzo, sono stati evacuati molti pazienti e trasportati in altri ospedali per liberare spazio e attrezzare i reparti. Nell’attesa di conoscere con chiarezza le motivazioni che hanno condotto a questa scelta, sicuramente dettata dalla necessità di avere un punto di riferimento per la cura dei pazienti contagiati, non posso non porre l’attenzione sul fatto che quello di Camerino rappresenta oggi l’ospedale punto di riferimento non solo per una città universitaria, sulla quale si è sempre posta l’attenzione, sia per l’intera zona montana che già vive le drammatiche conseguenze del terremoto ed è abitata da una popolazione in gran parte anziana. Mi faccio portavoce delle preoccupazioni espresse dal territorio, dai tanti cittadini, dagli operatori sanitari e dai sindaci, non solo per la momentanea riconversione dell’ospedale, ma anche e soprattutto all’eventualità che questa operazione potrebbe portare a quella chiusura che è stata scongiurata più volte. Chiedo quindi alla giunta regionale che nel prendere questa decisione per l’ospedale di Camerino dia contemporaneamente delle reali garanzie per il futuro della struttura, mettendo nero su bianco che una volta terminata l’emergenza, i reparti che oggi vengono fermati e spostati, riprendano la normale attività e che anzi si preveda fin da ora la possibilità di un potenziamento. Non possiamo dimenticare infatti che la zona dell’entroterra, che oggi viene caricata di un ulteriore aggravio, stia lottando da tre anni con il terremoto e l’incertezza per il futuro». 

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