Rianimazione di emergenza «No alla nave, riaprite ospedali e assumete personale»

La posizione di Potere al Popolo su come affrontare l'emergenza sanitaria. Nave ospedale o Palaindoor? «Scelte destinate allo smantellamento, ecco cosa serve»

Foto di repertorio

«Nuove strutture di emergenza, dopo il fallimento del Palindoor prosegue l’ipotesi della nave-traghetto. In ogni caso parliamo di scelte inutili destinate allo smantellamento, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio nonostante la pandemia». Potere al Popolo Senigallia non condivide l’ipotesi di una strutture di terapia intensiva d’emergenza in strutture definite “a termine”. «Riteniamo assurda la decisione di istituire, nella solita modalità di gestione emergenziale del problema, 100 posti letto di terapia intensiva in strutture "a termine", create ad hoc e finanziate con fantomatiche donazioni da privati sia, a guardar bene, perfettamente in linea con lo smantellamento della sanità pubblica operato dalle ultime Giunte Regionali, dall'attuale Giunta Ceriscioli e dai governi, tanto di centrosinistra quanto di centrodestra, succedutisi negli ultimi 30 anni- si legge in una nota ufficiale- l'emergenza COVID19 è stata solamente l'elemento catalizzatore, capace di drammatizzare ulteriormente quello che già era evidente ai cittadini-utenti e agli operatori del settore. La pandemia non ha che, insomma, scoperchiato un Vaso di Pandora. I tagli al personale medico, infermieristico e di tutti i profili professionali, le chiusure dei cosiddetti piccoli Ospedali, la riduzione dei Posti Letto operata anche nei cosiddetti Presidi Unici di Area Vasta, l'espansione della Sanità Privata convenzionata, quindi a carico del Bilancio della RegioneMarche, avevano già determinato un quadro drammatico dell'assistenza Sanitaria ancor prima del #Coronavirus»

«A tutto questo bisognerebbe aggiungere la scelta della riduzione sistematica, operata dal Piano Socio-Sanitario Regionale, proprio del settore che avrebbe potuto sostenere ora un ruolo fondamentale di filtro e di sorveglianza attiva, come l'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e più in generale la Medicina Territoriale – prosegue la nota- ora quello che ci pare veramente da irresponsabili è che si pensi di affrontare le difficoltà frutto di anni delle sopracitate politiche scellerate, con la “sparata della nave traghetto", una decisione, della Giunta marchigiana e di tecnici, che risponde all'emergenza sanitaria in modo quantitativamente inadeguato, insufficiente, dai tempi incerti, e soprattutto destinata ad essere presto smantellata». Nella stessa nota, Potere al Popolo avanza anche le sue proposte per affrontare l’emergenza. 

- Ripristinare strutture e reparti presenti sul territorio dai piccoli ospedali ai posti letto chiusi dei reparti perfettamente recuperabili all'utilizzo immediato. Strutture come quelle di Cagli, Sassocorvaro, Fossombrone in AV1, Chiaravalle, Castelfidardo in AV2, Ospedale di Recanati in AV3, interi reparti recentemente chiusi da riutilizzare all'Ospedale Mazzoni di Ascoli in AV5, solo per citarne alcune, ma anche altre possono essere sottoposte a ricognizioni rapide e adeguatamente attrezzate, laddove non dovessero esserle già.

- Attingere dalle graduatorie il personale sanitario. Ci sono vincitori di concorsi e/o idonei in graduatoria che possono essere assunti da subito a tempo indeterminato, altro che precari e partite IVA. Senza contare la necessità di un’immediata stabilizzazione del personale precario che da anni attende un inserimento nei ruoli.

«Certo, ci rendiamo perfettamente conto che questo percorso è visto da chi governa la Regione Marche come il fumo negli occhi. Perché è del tutto evidente che le assunzioni stabili e l'utilizzo delle Strutture Pubbliche riconvertite costringerebbero tutti quelli che hanno demolito il Sistema Sanitario Regionale a ripensare a tutto il sistema per ridare ai cittadini quanto dovuto, aumentando l'offerta di salute in modo stabile, anche una volta terminato il periodo emergenziale. Perché significherebbe immaginare un modello di gestione politica differente, non basato sul profitto, ma sulla salute e sulla garanzia dei diritti essenziali ai cittadini».

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