Leonardi (FdI): «Regione complica vita e lavoro di cittadini e attività economiche»

Così il capogruppo di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi sulla gestione dell'emergenza Covid-19 nella regione Marche

Elena Leonardi

ANCONA  - «Sarebbe proprio il caso di dire “caffè sospeso". Sospeso tra le norme e la confusione creata dalle istituzioni, in questo caso regionale, che invece in questo momento dovrebbero avere il compito di semplificare la vita e il lavoro ai cittadini e alle attività economiche che con tanto impegno e rispetto delle regole stanno cercando di rimettersi in piedi. Piuttosto che venire loro incontro e cercare le soluzioni più praticabili, anche la Regione Marche comincia il balletto delle norme e delle correzioni creando ulteriore complicazione». Così il capogruppo di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi.

«Aveva certamente sollecitato un sorriso amaro la disposizione che obbligava gli esercenti somministratori di cibo e bevande, fra tutti penso ad esempio ai bar, a non poter effettuare asporto o domicilio di sole bevande, che dovevano essere necessariamente accompagnate da un prodotto solido. Questo impediva per esempio anche il semplice caffè a portare via, e in generale qualsiasi acquisto di sole bevande che non dovesse comprendere anche del cibo. Ieri – incalza il consigliere regionale Fdi – il governatore Ceriscioli ha corretto anche questa disposizione permettendo la vendita d’asporto anche di sole bevande. Quello che è rimasto in vigore però è che l’acquisto si può fare soltanto previa ordinazione telefonica o online. Quindi paradossalmente si potrebbe passare a piedi o in macchina di fronte a bar e locali che sono aperti, non è consentito ordinare “a voce” un caffè d’asporto, ma si potrebbe farlo al telefono con il barista a pochi metri da noi. Sembra assurdo, ma è tutto vero. Continuo a ripetere come faccio da mesi che il compito delle istituzioni oggi deve essere quello di mettere “ordine” e di semplificare una situazione già tanto difficile e complicata. Questo non vuol dire che non si debbano rispettare le disposizioni per la sicurezza e l’incolumità ma di certo non si può sentire che per correggere il tiro di una norma già assurda, si crei ulteriore confusione e caos a chi sta cercando con tanta fatica di rialzarsi in piedi».

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