Mancinelli e Ceriscioli, stesso partito decisioni diverse: «Basta giocare sulla nostra pelle»

Rubini parla di una città smarrita e impaurita di fronte  quello che sembra un duello a distanza tra coinquilini di partito che proprio d'accordo non vanno

A sinistra Rubini, sopra Ceriscioli e a sotto la Mancinelli

La fase 2 per gli anconetani è sempre più un rebus di interpretazioni. Prima la conferenza stampa del Premier Conte che annuncia una serie di novità a partire dal 4 maggio, poi il presidente delle Marche che rilancia con l'ordinanza, sempre a partire dalla mezzanotte del 4 maggio con cui apre alle passeggiate sul litorale e poi la frenata, anzi l'inchiodata del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli che, attraverso un video Facebook, annuncia per il capoluogo un'altro modo ancora di affrontare la nuova fase tanto che, per la prima cittadina, "Dalle altre parti non lo so, in Ancona si fa così". Intanto gli anconetani non ci capiscono più nulla. Lo dice anche il consigliere comunale di Altra Idea di Città Francesco Rubini, che parla di una città smarrita e impaurita di fronte  quello che sembra un duello a distanza tra coinquilini di partito che proprio d'accordo non vanno. 

«Non vi è dubbio che la cosiddetta fase due, a cui ci stiamo avvicinando, sarà decisiva nel lungo periodo di convivenza con il virus che ci aspetta nei prossimi mesi. Per affrontarla occorrerebbe innanzitutto un quadro normativo di riferimento che sia il più chiaro, coerente ed omogeneo possibile. I cittadini sono stanchi e impauriti dopo quasi due mesi di quarantena forzata. Non si chiede altro che trasparenza e comunicazioni istituzionali capaci di indicare una strada da percorrere unitaria, fatta di comportamenti responsabili e regole semplici. A quanto pare però un tale auspicio, richiamato da più parti subito dopo l’emissione del DPCM del 26 aprile, è già stato smentito dai comportamenti dei nostri politici locali. Ci riferiamo al caos di queste ore causato dai provvedimenti disomogenei e contraddittori emessi, prima dal governatore Ceriscioli, poi dalla Sindaca di Ancona Mancinelli. Ebbene sì, perché se il primo ha deciso di aprire i litorali marchigiani per l’attività motoria, in maniera autonoma rispetto al DPCM, la seconda, poche ore dopo, ci ha informato via diretta facebook che per la nostra città quelle regole non sarebbero valse e che le nostre spiagge sarebbero rimaste chiuse fino al 18 maggio. Tutto ciò senza dare una motivazione valida secondo la quale per la Regione le spiagge si potrebbero frequentare da subito, mentre per la Sindaca no.  Addirittura si annuncia un'apertura di parchi il 7 maggio, invece che il 4, anche qui senza spiegare il perché. Se ci sono opere da completare ce lo faccia presente. La sensazione di smarrimento e confusione generata nella cittadinanza a questo punto è totale e ciò che emerge drammaticamente è una incapacità di governare il territorio regionale in maniera omogenea evitando incongruenze ed ingiustizie tra comuni limitrofi. Ceriscioli e la Mancinelli fanno parte dello stesso partito e in questa fase a nessuno interessa della loro nota inimicizia politica. Dunque farebbe bene a mettere la parola fine a questo indecoroso giochino di poteri, tornando a garantire alla cittadinanza un livello di governo coerente con la Costituzione e la normativa nazionale. Per i prossimi mesi avremo molto da fare per convivere efficacemente con il virus, il nostro auspicio è che la politica possa essere al fianco dei cittadini e non contro, attraverso provvedimenti e atteggiamenti incomprensibili».

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