Coronavirus, Bora: «Garantire la piena retribuzione ai lavoratori della rete dei servizi di welfare»

Una scelta che, considerando i servizi di welfare rete essenziale e di pubblica utilità, introduce equità e parità di trattamento di tutti i gestori, anche non riconducibili alla sfera pubblica, come la cooperazione sociale

Manuela Bora

ANCONA – Sottoscrivere, nell’arco di pochi giorni, un documento con il quale permettere alla cooperazione sociale di fatturare il mantenimento dei servizi sospesi per causa di forza maggiore, al netto delle eventuali minori entrate anche connesse alla diversa modalità di effettuazione del servizio. Una scelta che, considerando i servizi di welfare rete essenziale e di pubblica utilità, introduce equità e parità di trattamento di tutti i gestori, anche non riconducibili alla sfera pubblica, come la cooperazione sociale. Con quest’accordo, si è concluso l’incontro avvenuto tra l’Alleanza delle Cooperative Italiane delle Marche, l’assessora regionale alla Cooperazione, Manuela Bora, il presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi, il direttore amministrativo Asur Marche, Pierluigi Gigliucci, e il direttore Politiche Sociali della Regione Marche, Giovanni Santarelli.

«Evitare che la pesante crisi da Covid-19, oltre ai danni che sta generando, non divenga ulteriore fonte di ingiustizia – ha detto Gianfranco Alleruzzo delle Cooperative Italiane delle Marche -, la sospensione delle attività dei servizi di welfare, come asili nido, scuole materne, scuole primarie e secondarie, centri diurni anziani, centri diurni disabili, centri di aggregazione per minori, centri socio riabilitativi, non deve abbattersi sui dipendenti delle cooperative che, diversamente dai dipendenti del pubblico impiego, non godono delle medesime prestazioni salariali in caso di inattività. È vero che sono attivi Fondi di integrazione salariale, ma coprono fino a circa 680 euro netti al mese, inferiore al valore minimo del reddito di cittadinanza». L’assessora Bora ha affermato che “la Regione intende salvaguardare il sistema dei servizi e il lavoro. Lo abbiamo già fatto ed è nostra intenzione rispondere anche a questa sollecitazione della cooperazione sociale perché siamo consapevoli che la sospensione dei servizi deriva da cause di forza maggiore. È compito di tutti impegnarsi a superare l’attuale blocco impegnandosi alla riprogrammazione dei servizi”.

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«Aderisco a questa vostra sollecitazione - ha detto il presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi - perché conosco il valore della rete dei sevizi da voi gestiti. Una richiesta che tiene conto delle difficoltà degli enti locali, che hanno visto ridursi le disponibilità di bilancio conseguenti alla sospensione dei servizi. Si tratta di garantire dignità al lavoro e sostegno ad un pezzo importante dell’economia regionale. Siamo pronti a fare la nostra parte in questo momento di emergenza – ha affermato Pierluigi Gigliucci, Asur Marche -, abbiamo le risorse nel bilancio previsionale per onorare le convenzioni dei servizi sospesi per cause di forza maggiore”. Per Giovanni Santarelli, Regione Marche, “è importante la convergenza qui riscontrata. Ora l’obiettivo è trasformare la volontà espressa in un documento che, in applicazione dell’articolo 48 del decreto Cura Italia, consenta le migliori soluzioni per la gestione del periodo di sospensione e garantisca l’avvio dei servizi alternativi».

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