"Riaprire" non è "ripartire", la Lega: «Popolo terrorizzato, ora serve chiarezza»

La posizione della Lega sull'inizio della "Fase 2" e le responsabilità del Governo per una corretta ripartenza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

«La vita deve continuare! l’Italia è un Paese responsabile, capace di fronteggiare il virus senza eccessive limitazioni delle libertà personali.
In questo particolare momento abbiamo bisogno di risposte chiare ed efficaci, il governo  deve corrispondere esattamente alle esigenze della gente.
Purtroppo, di conseguenza, anche dal governo della Regione Marche, riceviamo vaghe promesse e niente idee realizzabili. Come Lega Enti Locali Provincia di Ancona, sappiamo, invece, quanto bisogno c’è di risposte concrete che fanno il bene della gente. Il governo, in questi lunghi mesi di restrizioni, avrebbero dovuto farsi una domanda semplice semplice; se chiudiamo per troppo tempo, oltre al danno c'è la beffa, perché poi come si fa a far ripartire un'economia dopo averla distrutta? Come si fa a tirare su un popolo dopo averlo terrorizzato e demoralizzato? Per questo noi sosteniamo i "dubbi legittimi" che promanano da pensatori ed autorevoli giuristi sulla legittimità costituzionale delle limitazioni delle libertà personali ed al contempo facciamo nostro il malcontento che circola oramai insistentemente, tra i nostri concittadini. Vogliamo fare chiarezza sulle conseguenze negative provocate da questi insopportabili decreti! Le incertezze sul metodo e sui tempi, iniziano a pesare e la tollerabilità della sospensione delle libertà costituzionalmente garantite, si fa sempre più labile a fronte delle pesantissime conseguenze sociali ed economiche, che le Marche e larga parte d'Italia devono purtroppo subire. Per tutti noi, la realtà è buia ed i dubbi ci assalgono quando assistiamo all'autocompiacimento di questo governo, che con i suoi 450 esperti, con 15 task force più una per ogni Ministero, "sforna" decreti indecifrabili con regole discriminatorie, senza una minima logica pratica. È oramai certo che, dopo tre mesi, non possiamo esimerci dal rilevare la conclamata incapacità oggettiva di questo governo, di far fronte in maniera seria e decisa alla emergenza Covid 19. A noi sembra chiaro, che sia completamente mancato il momento "collaborativo" che prevede il coinvolgimento della Camera e del Senato della Repubblica nel rispetto della Costituzione. La collaborazione, anche auspicata dal Presidente Mattarella, che sarebbe scaturita dal “dibattito parlamentare”, ci fa immaginare che sarebbero state meglio valutate e, quindi, condivise le regole ed i protocolli per gestire l’emergenza ed avviare la ripresa sociale ed economica della fase due.

Tanto per precisare, le molteplici proposte formulate dalle Lega non hanno trovato il ben che minimo riscontro da parte del governo! E dire che le stesse, scaturivano da un reale confronto con i cittadini e le imprese, che hanno rappresentato le loro effettive esigenze per fronteggiare la crisi dell’emergenza Covid 19. Non c’è più tempo da perdere, ci si prepara alla fase due, consapevoli che dobbiamo convivere con il coronavirus ed i possibili rischi dei contagi che ci sono e ci saranno. Sicuramente il virus non è vinto, dobbiamo però ripartire e dobbiamo farlo rispettando le regole di protezione e distanziamento sociale, certi che il perdurare in questa situazione di quarantena genera altre malattie, che sono poi le malattie associate alla povertà e ai conflitti sociali. E questo, è anche più grave di quello che può fare il virus! Pensiamo, che la “guideline” per capire dove, come e quando si può aprire includa una serie di verifiche quali: capacità che abbiamo di curare chi si ammala, organizzazione più forte di quella che avevamo all’inizio dell’emergenza, più posti in ospedale, più  persone che possono essere assistite in pronto soccorso, più posti in terapia intensiva nonché il fatto che molti malati si possono curare bene a casa, intervenendo per tempo. Se tutto questo è vero come ci viene detto da istituzioni e media, allora possiamo essere più tranquilli sul “liberare” le persone da questa quarantena, che ha messo in grave difficoltà l’economia e legittima la voglia di tornare alla normalità delle nostre vite dimostrando il senso di responsabilità di noi cittadini. Un’economia che implode genera riflessi verso la salute delle persone in termine di povertà e conflitti sociali. Se aumentano i livelli di povertà e la gente ha fame, cresce il rischio di una forte reazione ed i conflitti saranno anche peggiori di quelli che ricordano le pagine buie della storia d’Italia (la fame supera le ideologie !!). Per questo chiediamo di non insistere ulteriormente nella suddivisione tra salute, persone, economia ed imprese e di non perseverate nelle limitazioni di settori strategici delle attività produttive. La necessaria ed urgente “riapertura” ci impone al contempo cautela e  consapevolezza; non siamo più quelli di prima ora sappiamo cosa fare e come comportarci. Mettere le mascherine, lavarsi spesso le mani, rispettare sempre le regole di protezione e distanziamento sociale e soprattutto gli assembramenti.

Come Lega vediamo uno scenario di gente consapevole, che deve tornare al lavoro prima possibile, nel più attento e ragionato comportamento di rispetto delle precauzioni stabilite per fronteggiare i rischi di ripresa dei contagi.E per questo siamo fiduciosi che dopo ciò che abbiamo visto, subito, sperimentato, sapremo meglio organizzaci e controllare questo perfido virus, consapevoli che può essere pronto a colpirci di nuovo».

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