Nuove Circoscrizioni, il centrodestra va unito alla sfida ma già pensa al 2023

Civici e centrodestra rinnovano il fronte anti Mancinelli anche per i nuovi Comitati territoriali di partecipazione: un test in vista delle prossime amministrative

il centrodestra con il simbolo per le elezioni di quartiere

Il voto cittadino del prossimo 23 febbraio, per eleggere i 9 Comitati territoriali di partecipazione, organi elettivi pensati per sostituire le vecchie Circoscrizioni abolite nel 2009, saranno un test per verificare sia la tenuta del centrodestra, sia il suo appeal in città in vista dell’obiettivo principe: strappare a Partito Democratico e alleati la guida della città. Si chiamerà Noi con Ancona il cartello elettorale, senza simboli, fondo bianco e scritta, come previsto dal regolamento, che riunirà i civici di Stefano Tombolini con i partiti del centrodestra tradizionale: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc. Un esercito di candidati, che potrà arrivare fino a 140 elementi, ancora in fase di composizione. «La scelta di partecipare è necessaria – ha spiegato Tombolini – per mantenere viva l’attenzione e la sensibilità dei cittadini nell’azione di controllo e di condivisione delle problematiche. Ciò che dovrebbe accadere anche in consiglio comunale dove però metà del mondo critica e l’altra metà, la maggioranza, accetta tutto senza discutere. Stiamo costruendo liste nelle frazioni, nei luoghi più marginali rispetto all’azione del Comune. Lo stiamo facendo insieme anche perché vorremmo ridare fiato dal punto di vista civico e politico a un’area che costruisca un’alternativa in questa città».

Timori sull'astensionismo

Il timore più grande è l’astensionismo. Secondo il centrodestra le elezioni dei Comitati sono poco pubblicizzate. «C’è il rischio che molte persone non comprendano l’importanza del lavoro di una circoscrizione. L’appello a tutti i cittadini è credere in questi organi. Nei prossimi 10/15 anni ci si gioca tutto. oggi la città è in spegnimento. Le Circoscrizioni serviranno a garantire il futuro di questa città capoluogo» commenta Marco Ausili, consigliere comunale della Lega. «Mi sembra, purtroppo, che queste elezioni saranno fatte tanto per farle e lo dico con grande dispiacere – gli fa eco da Fratelli d’Italia, Angelo Eliantonio che a metà gennaio dovrebbe subentrare in consiglio a Carlo Ciccioli -. Non c’è stata comunicazione massiva. In generale a questa amministrazione non interessa molto la partecipazione dei cittadini. Sta a noi cercare di far comprendere importanza di questo strumento. Per noi è una base per il futuro. Noi con Ancona è in netta continuità con il lavoro delle amministrative con un centrodestra che si sta rinnovando. Abbiamo iniziato a preparare il terreno per le prossime Comunali 2023. Si è detto tante volte che questa coalizione è un progetto per costruire e le circoscrizioni saranno un banco di prova per radicare il nostro progetto in città». 

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Appello alle donne

Nella composizione delle liste sarà rispettata la parità di genere (uno dei due sessi dovrà essere rappresentato almeno al 30%) ed è prevista la doppia preferenza uomo/donna. «Un altro appello che facciamo – dice Antonella Andreoli dalla Lega – è rivolto alle donne: candidatevi. Nelle nostre liste abbiamo tanti posti a disposizione. Stiamo lavorando per dare voce ai piccoli quartiere. I cittadini sono stati messi da parte da questa amministrazione su tante questioni e sulla gestione dei quartieri. Avere nostri rappresentati significherà dare possibilità a noi consiglieri di essere maggiormente sui territori». Per Teresa Dai Prà, neocoordinatrice cittadina di Fi «il centrodestra è l’unica alternativa credibile all’amministrazione Mancinelli. C’è davvero la possibilità di cambiare e le Circoscrizioni saranno fondamentali perché sono l’anello di congiunzione tra i cittadini e il consiglio». Della partita anche l’Udc. «Ci teniamo a partecipare – conclude Massimo Meles – questa giunta è stata votata da un cittadino su quattro. Noi vogliamo ascoltare quei cittadini che non hanno votato e invitarli a ragionare in maniera diversa». 

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