Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Commercio e Teatri, consiglio flop: 12 ore di seduta per un nulla di fatto

Il consiglio è durato dalle 9 mattino alle 21 di sera, ma per assenze, problemi tecnici e mancanza di convergenze su Commercio e Teatri alla fine non si sono fatti passi avanti

Dodici ore di consiglio comunale – dalle 9 alle 21 – per un nulla di fatto. È questo il magrissimo bilancio della seduta-fiume dell’organo politico che si è riunito ieri a Palazzo del Popolo: le questioni da affrontare (e da decidere) sarebbero state tante, ma il risultato è stato un flop totale.

BAR E RISTORANTI. Il regolamento, piuttosto rigido, sarebbe dovuto essere rimaneggiato dalla maggioranza per riuscire a farlo passare, ma è un pasticcio: l’opposizione insorge, il vicecapogruppo PD Fiordelmondo si dimette in segno di protesta, il cellulare dell’assessore al Commercio Adriana Celestini è in fiamme per le chiamate delle categorie che chiedono di non essere messe alla corda in un momento già delicato. Tagliacozzo (Idv) propone un emendamento che avrebbe dovuto sbloccare la situazione e far convergere la maggioranza: doppi bagni obbligatori solo per locali superiori ai 100mq. La situazione sembra a portata di mano ma il testo su cui viene presentato l’emendamento è sbagliato, dunque si invalida tutto. La seduta viene sospesa per tre volte e alla fine l’assessore Celestini ritira l’atto.

TEATRI. Manca la maggioranza per votare la fusione di Muse e Stabile: come riporta il Messaggero Signorini e Giaccaglia spingono per liquidare insieme i due teatri ma l’assessore Nobili intima l’alt, hanno debiti diversi e vanno trattati separatamente. L’Udc Gnocchini vuole nomi e cognomi di chi ha generato il buco da 2.5 milioni di euro che ha provocato l’intervento della Corte dei Conti, ma i democrat sono in difficoltà: bisognerebbe scavare nel passato e tirare in ballo dirigenti, ex consiglieri e giunta Sturani. Alla fine si chiude con un nulla di fatto, a causa delle molte assenze (createsi anche in conseguenza alla bagarre della mattina) non si trova una maggioranza per far passare la mozione.

Il sindaco Gramillano è su tutte le furie, ma riesce comunque a portare a casa almeno un risultato: nel bel mezzo del caos riunisce la Giunta e fa approvare il bilancio 2012, così da poterlo inviare ai revisori dei Conti in tempo per la manovra in aula entro il 30 giugno.
 

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