Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Primarie Pd: ieri il faccia a faccia Mancinelli-Foresi

Ieri pomeriggio è stato faccia a faccia tra i candidati alle primarie comunali del Partito Democratico: Valeria Mancinelli e Stefano Foresi. Un confronto che ha anche messo alla prova i due candidati sindaco

Ieri pomeriggio è stato faccia a faccia tra i candidati alle primarie comunali del Partito Democratico: Valeria Mancinelli e Stefano Foresi. Un confronto che ha anche messo in risalto i punti di divergenza tra i due, che alla fine non sono risultati essere pochi. L'incontro è stato condotto e moderato dal giornalista Lucio Cristino. Quest'ultimo è partito dalla Mancinelli chiedendole se si sentisse la donna delle missioni impossibili. “Non credo – ha risposto lei – ma le sfide mi piacciono”. Lei ha voluto definitivamente chiudere ogni polemica sull'opportunità di aver lanciato la candidatura quando era ancora sindaco Fiorello Gramillano che, per lei, era in carica solo giuridicamente ma la sindacatura era già finita nel luglio del 2011.

Poi ha parlato Foresi che qualcuno vede come un uomo di continuità rispetto all'esperienza Gramillano. Addirittura c'è chi l'ha definito “socialmente forte e politicamente debole”. Ma lui, dopo aver ricordato di essere stato presidente di circoscrizione per 11 anni, risponde così: “Nel consiglio di circoscrizione ci sono decisioni importanti e io ho preso sempre decisioni”.

Tema fondazioni culturali. Per Foresi è importante sbloccare quei 500mila euro a bilancio e andare verso una fusione. Di tutt'altro parere la Mancinelli, che ha giudicato la fusione “un modo di buttare la polvere sotto il tappeto”. Per lei i debiti dello Stabile non possono essere sanati con soldi presi da un'altra fondazione e quindi devono intervenire enti con finanziamenti straordinari.

Sull'Imu Cristino incalza i due interlocutori ed emergono chiaramente due filosofie diverse. Se dovesse essere Foresi il prossimo sindaco di Ancona, lui rivedrebbe alcune percentuali sulle persone che detengono immobili ad uso commerciale. Soldi che vanno recuperati perchè il bilancio dorico è una coperta corta. Dunque? Per Foresi si può. Con 600mila euro all'anno guadagnati con l'accorpamento di uffici pubblici all'ex Ipsia. Per la Mancinelli il problema è un altro: andare a guardare gli estimi catastali perchè, come ha più volte ribadito, “oggi un immobile al Piano ha la stessa Imu di un immobile con la stessa metratura e con le stesse caratteristiche al Passetto” e su questo pizzica Foresi: “Prima di abbassare o modificare c'è da vedere i conti” ha detto la Mancinelli.

Servizi. In primis i rifiuti. La Mancinelli gioca in casa e ha detto con forza: “Abbiamo discusso 10 anni su dove mettere un impianto di riciclaggio. Io sarei per fare testa o croce ma si faccia subito. Le aziende vanno riorganizzate e non vendute ai privati perchè se no questo, o ti abbassa i servizi o ti alza le tariffe”. E giù applausi. Foresi è d'accordo, ricordando la necessità di potenziare il porta a porta.

Qualche schermaglia sul tema degli assessorati. Botta e risposta tra i due democrat. Foresi cerca professionalità e capacità ma “se un consigliere prende mille voti e ha una professionalità...”. Insomma Foresi ha fatto capire di non avere pregiudizi. Mancinelli  più intransigente. Per lei non se ne parla di premiare un consigliere perchè ha preso tanti voti dandogli un assessorato. “Se ha preso 1000 voti fai il consigliere comunale e non l'assessore” ha ribadito la presidente di Conerobus, che ha posto due elementi propedeutici per essere assessore se dovesse fare lei il sindaco di Ancona: rapporto di fiducia e competenze. Sulla questione dei voti poi  ha incalzato Foresi e il Pd, dicendo che, in merito alla nomina degli assessori, “nel centro sinistra è invalsa una mentalità perniciosa e nefasta”.

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