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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Concessioni demaniali marittime, Mangialardi duro: «Speculazioni di Salvini valgono zero»

Così il capogruppo del Partito Democratico sulla decisione presa dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato riguardante la proroga fino al 2023 delle concessioni demaniali marittime

ANCONA – «Ci vedremo quanto prima con le associazioni regionali del settore turistico balneare per confrontarci e condividere le azioni da mettere in campo dopo la decisione del Consiglio di Stato di aprire alle regole della concorrenza le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative a partire dal 2023». Così il capogruppo del Partito Democratico Maurizio Mangialardi sulla decisione presa dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato riguardante la proroga fino al 2023 delle concessioni demaniali marittime.

«Purtroppo gli ultimi 15 anni sono trascorsi senza che né i governi né i parlamenti che si sono succeduti affrontassero adeguatamente le novità normative introdotte dalla direttiva Bolkestein. Già allora sarebbe stato preferibile costruire insieme agli operatori balneari una proposta che bilanciasse la tutela della concorrenza e la salvaguardia dei diritti di lavoratori e imprese, anziché rimandare continuamente il problema. Oggi, seppur con minor tempo a disposizione, l’obiettivo resta il medesimo. Le solite speculazioni elettorali di Salvini e della Lega, così come le loro perentorie promesse di impedire l’applicazione della Bolkestein, valgono zero di fronte alla decisione del Consiglio di Stato. E se si vuole essere realisti occorre prenderne atto in fretta. Crediamo, invece, che per scongiurare questa possibile crisi sia necessaria un’iniziativa legislativa forte, che già a partire dalla prossima Legge di bilancio inizi subito a dare risposte concrete per evitare la destabilizzazione del settore. Una crisi che potrebbe diventare addirittura sociale, poiché in molte realtà come le Marche sono a rischio nell’intero comparto turistico non solo milioni di euro di investimenti per la riqualificazione delle strutture, ma anche la sopravvivenza di microimprese a conduzione familiare e migliaia di posti di lavoro».

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