Terremoto, scatta l’allarme per i comuni del cratere: «A gennaio rischiano di chiudere»

L’allarme viene lanciato da Anci e Cal che denunciano il serio rischio chiusura per i Comuni del cratere. La denuncia attraverso una nota stampa

Foto di repertorio

"L’attuale governo ha deciso di togliere 300 milioni di euro stanziati dal governo Gentiloni alla struttura commissariale. Le risorse servivano ad intervenire sui dissesti idrogeologici delle comunità colpite dal sisma: senza tali interventi non potrà esserci alcuna ricostruzione”. A tuonare contro il Governo sono il presidente del Cal e sindaco di Force, Augusto Curti, e il presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi. 

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“Nell’ordinanza n.64 si approva infatti solo una parte degli interventi del piano dissesti già deliberato dal Comitato Istituzionale nella primavera scorsa. A questo si aggiunge l’indifferenza per i 700 dipendenti assunti nei comuni: se non verranno stanziate subito le risorse necessarie per la proroga dei contratti del personale sisma, dal primo Gennaio i nostri comuni potranno restare anche chiusi. Tutti gli sforzi fatti fino ad ora saranno vanificati. In qualità di sindaci abbiamo scritto una nota al Governo, alla quale non è seguita alcuna risposta. Dal suo insediamento ad oggi non c’è stato un incontro operativo tra un rappresentante del Governo e i Sindaci del cratere per affrontare le problematiche ma solo incontri con singoli sindaci in occasioni diverse. Per cercare di superare questa fasi di immobilismo rivolgiamo un appello a tutti i nostri rappresentanti a Roma, senza distinzione di appartenenza politica perché non ci si divide su temi come il terremoto: rimettete al centro dell’agenda politica il terremoto del Centro Italia che ha prodotto il 62% dei danni nelle Marche. Si tratta di un altro gravissimo errore del governo dopo quello sul Bando Periferie”.
 

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