"Comune deficitario": salta il consuntivo e parte il blocco dei conti

I tempi sono sbagliati e il bilancio consuntivo non è valido: scatta il blocco da Roma. Sinistra per Ancona e il Pdl chiedono le dimissioni di Biekar. Ma il vero problema è il preventivo: solo fino all'8 per approvarlo

A far scoppiare la bomba è l’ex alleato Eugenio Duca, Sinistra per Ancona: il consigliere, Testo Unico degli enti locali alla mano, rileva come il voto del bilancio consuntivo del Comune del 2011 sia stato illegale a causa del mancato rispetto dei tempi tecnici. L’assemblea infatti non poteva riunirsi ieri: secondo le regole devono passare 20 giorni dalla delibera di giunta, che è stata adottata il 16 aprile, con una serie di integrazioni che sono giunte il 18. Così tutto finirebbe però dopo il 30, ultima data utile prevista dalle norme.
Si scatena dunque la reazione a catena: “Il Comune è strutturalmente deficitario”, afferma Duca. Scatta la comunicazione formale al Ministero e si bloccano i finanziamenti dello Stato: ora il municipio dorico, finché non trova il modo per uscire da questo pasticcio e riapprova il consuntivo (dai 20 ai 40 giorni), può pagare solo mutui e stipendi.
Va detto che quello che sembra una svista madornale (riunire in anticipo il Consiglio) è in realtà una prassi che dura da 20 anni, ma visto che stavolta come ammette lo stesso Gramillano è stata “eccepita la forma” Duca ha avuto buon gioco a scoprire il bluff e far saltare il tavolo.

BIEKAR SULLA GRATICOLA. Ad andarci di mezzo, ovviamente, è l’assessore al bilancio Andrea Biekar: la richiesta di dimissioni è corale, prima dallo stesso Duca (contestualmente al suo intervento) e subito dopo dal maggior partito di opposizione, il Popolo della Libertà, con il capogruppo Luigi Conte e con una nota di Giacomo Bugaro e Carlo Ciccioli (rispettivamente coordinatore provinciale e vice coordinatore regionale).
La neomaggioranza, ancora in luna di miele per la rinnovata unità politica, fa quadrato intorno al suo uomo: l’Idv emana una nota ufficiale e lo stesso Gramillano rinnova la fiducia all’assessore, che aveva posto il suo destino politico nelle mani del primo cittadino.

ULTIMATUM. Il problema vero, però, è un altro: sempre per via dei tempi tecnici potrebbe essere a rischio anche l’approvazione del bilancio preventivo, che dovrebbe essere cosa fatta forse addirittura entro l’8 maggio, e il pacchetto non è ancora pronto: se saltasse anche questo documento finanziario, tutta la Giunta con ogni probabilità lo seguirebbe a ruota.
 

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