Commercio e dehors, 60100: “Città commissariata dalla Sovrintendenza”

Barigelli: "Aumentano le tasse e diminuisce lo spazio, però permettiamo che in Piazza Cavour sostino le giostre, e i dolciumi, mentre in Piazza Roma diamo spazio al carrettino delle castagne e chi più ne ha ne metta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"Aumentano le tasse comunali agli esercizi commerciali, vedi la Tares, e diminuisce lo spazio per esercitare la loro attività, vedi la rinuncia ai dehors da Gennaio a Marzo richiesta dalla Sovrintendenza; il tutto porta solamente ad una uguaglianza nuda e cruda: l'affossamento delle attività dei locali.

Al contempo però permettiamo che in Piazza Cavour sostino, a pagamento ovviamente, le giostre, il banchetto dei dolciumi, la casetta di legno per le crepes, ecc…e in Piazza Roma diamo spazio al carrettino delle castagne e chi più ne ha ne metta.

Del resto la regolamentazione del commercio nella nostra città è sempre stata particolare, purtroppo non si è mai avuto un Regolamento serio che garantisse a tutti pari trattamento, ma soprattutto si sono sempre cambiate le regole in corso, per cui un commerciante che apre una propria attività investendo in una zona e predisponendo un “business plan” a lungo termine anche per rientrare degli investimenti fatti, si riscopre dopo pochi anni con una normativa differente che cambia le carte in tavola senza aver avvisato e consultato i giocatori che purtroppo si trovano a doversi ritirare dal gioco.

Non è bastata la situazione di Corso Mazzini, zona 13 Cannelle, per capire che vi è un problema serio inerente la gestione del Commercio che andrebbe affrontato immediatamente, ora arriva pure la stangata per Piazza del Papa, quasi a voler far intendere che si è scelto di non discriminare nessuno per quel che concerne i dehors puntando all'equiparazione tra tutte le attività con l'ampliamento delle restrizioni anche all'altra zona commerciale di Ancona.
E davanti a tutto questo la città sembra "impotente", commissariata dalla sovrintendenza a dover andare in letargo per tutto il periodo "autunno/inverno" favorendo l'emigrazione dei giovani, e non solo, verso altri lidi forse più fortunati perché con meno “appeal storico”, ma con molta più capacità commerciale e di iniziative.

Ed ecco che così aiutiamo il declino del commercio del centro, aiutiamo la chiusura delle attività che, con queste regole, probabilmente decideranno di "guardare altrove", aiutiamo la città ad entrare in quell'atmosfera soporifera che scende dopo le ore 20 nel centro il cui cuore smette di pulsare inesorabilmente.

Tutti parlano di concertazione, di sinergia, di unione delle forze, ma quando si tratta di farlo per il bene della città, questo viene meno; allora sembra inutile che in Consiglio Comunale si parli di “Navetta notturna per giovani e studenti” al fine di permettere loro di vivere Ancona anche dopo un certo orario se poi li portiamo nella “città fantasma”.

Forse qualcuno ignora, nel vero senso della parola, che la città dovrebbe vivere anche di questo?
Nel frattempo la nostra Ancona, “bella addormentata”, aspettando invano il principe azzurro assume ancora altro sonnifero…per quanto tempo?"

Davide Barigelli
60100 Ancona

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