“Cittadinanza a figli di immigrati”: il sì di Marconi

L'assessore all'Immigrazione sulla proposta di Napolitano: assurdo considerare straniero un giovane nato nella nostra regione 20 anni fa che parla l'italiano addirittura con l'accento

La proposta lanciata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di riconoscere ai figli degli immigrati nati in Italia il diritto di cittadinanza, trova il pieno appoggio dell’assessore regionale all’Immigrazione, Luca Marconi.

“Colgo con grande soddisfazione – dichiara – la provocazione lanciata dal presidente Napolitano. Già dal primo incontro della Consulta regionale per l’immigrazione e ancora di più durante la Giornata dell’immigrazione che si è svolta a Pesaro nel giugno scorso, avevamo indicato come impegno politico prioritario della Regione la proposta di legge nazionale per giungere al riconoscimento dello ius soli, appunto il diritto di cittadinanza in base alla nascita sul territorio italiano. In quest’ottica sosterremo ogni iniziativa che il Parlamento nazionale o le Regioni intenderanno assumere per raggiungere questo obiettivo di civiltà legislativa ed umana”.

“Il presidente Napolitano – continua Marconi – viene contestato perché non ritenuto di sua competenza assumere iniziative politiche su materie di specifica competenza di altri organi costituzionali. Resta il fatto però che da molto tempo proposte di questo tipo  giacciono nelle aule parlamentari. Lo scossone venuto da Napolitano e un parlamento più libero di intraprendere iniziative di legge senza vincolo di maggioranza possono concorrere perlomeno ad avviare un iter legislativo su questa materia, di fronte alla quale poi ogni forza politica si assumerà la responsabilità delle proprie scelte”.

“Ritengo comunque assurdo – conclude Marconi – considerare straniero un giovane nato nella nostra regione venti anni fa e che non solo parla l’italiano ma lo parla con l’accento e i dialetti dei nostri territori”.

 

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