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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

Città di Senigallia, ricorso a Mattarella per annullare l'incarico del commissario straordinario

Mangialardi sul ricorso al Presidente della Repubblica per l’annullamento della nomina di Canafoglia: «Atto corretto e dovuto di fronte alla volontà della giunta regionale di arroccarsi sui propri errori»

«Ho particolarmente apprezzato l’iniziativa di quei consiglieri di Senigallia che hanno sottoscritto il ricorso al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento dell’incarico all’avvocato Canafoglia quale commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia. Si tratta di un’azione che ritengo non solo corretta, ma persino dovuta, nel momento in cui la giunta regionale, a partire dal presidente Acquaroli e dall’assessore Castelli, ha di fatto abdicato dalla politica e dal buon senso, scegliendo di far prevalere gli interessi di parte, la loro, su quelli della nostra città». A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi.

«Ho avuto modo di leggere le motivazioni del ricorso - aggiunge il consigliere dem - e le ho trovate ineccepibili. Del resto sono le stesse che per mesi hanno guidato la nostra azione in consiglio regionale e che di fatto sono state condivise anche da molti consiglieri del centrodestra. Non va dimenticato, infatti, che la nostra mozione con cui si chiedeva la revoca della delibera di nomina di Canafoglia non è passata per soli due voti, con tanti colleghi della maggioranza che, visibilmente imbarazzati, hanno preferito alzarsi dai loro banchi e andarsene anziché accodarsi ai diktat dei consiglieri di Fratelli d’Italia Ciccioli e Ausili e dello stesso assessore Castelli».

«D’altra parte - spiega Mangialardi - la mostruosità del provvedimento partorito dalla giunta Acquaroli è sotto gli occhi di tutti, sia sul piano amministrativo che politico. Aver nominato commissario straordinario la stessa persona che pochi mesi prima si era dimessa da presidente del Cda della Fondazione dichiarandosi non in grado di gestire l’ente, peraltro assegnandogli una indennità di oltre 20 mila euro anno di cui prima non godeva e pagata dai contribuenti senigalliesi, è già di per sé qualcosa di sconcertante. Ma forse ancora peggio è che l’intera operazione costruita da Acquaroli e Castelli, con la complicità dell’Amministrazione Olivetti, ha di fatto finito per rappresentare una sorta di premio di consolazione per chi si era candidato a loro sostegno durante le ultime regionali senza venire eletto». «Tuttavia - conclude Mangialardi - al di là della triste pagina politica scritta, resta il problema più serio, che non riguarda certo Canafoglia, Acquaroli, Castelli, Ciccioli o Ausili, ma purtroppo i cittadini senigalliesi e, in particolare, gli ospiti della Rsa, le loro famiglie, nonché i dipendenti. Infatti, è evidente a chiunque che la volontà della giunta regionale di arroccarsi a difesa di una decisione profondamente sbagliata, la nomina di Canafoglia appunto, continuerà a inficiare il corretto funzionamento della Fondazione dato che ogni atto deliberato dal commissario straordinario, almeno fino al pronunciamento del Presidente della Repubblica, continuerà a essere gravato da possibili profili di illegittimità».

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