Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Cinghiali in città, Zinni: «Attendiamo il piano della Regione ma ci daremo un limite di tempo»

La consigliera dem Federica Fiordelmondo ha riportato sui banchi del Consiglio comunale la problematica degli avvistamenti degli ungulati

 ANCONA- Continuano gli avvistamenti di cinghiali a spasso nei parchi o nelle vie limitrofe le aree verdi. Di giorno o di notte, vengono immortalati quotidianamente dai passanti. Il problema degli ungulati nelle aree urbane, già approdato sui banchi del Consiglio comunale nella passata consiliatura, si è ripresentato oggi con un’interrogazione della consigliera del Pd Federica Fiordelmondo che ha chiesto se l’amministrazione sta dialogando con la Regione Marche per mettere in campo strategie di breve periodo e se l’amministrazione ha ipotizzato interventi per contenere e gestire l’emergenza. «Gli avvistamenti dei cinghiali nelle aree urbane purtroppo sono in aumento. Vengono segnalati avvistamenti tutte le mattine nel Parco San Costanzo- sottolinea la consigliera dem-. Il pericolo è evidente e servono interventi urgenti».

«Questa problematica ci impone due tipi di intervento: uno emergenziale e uno strutturale- spiega l’assessore Zinni-. Il Governo nazionale, il 13 giugno, ha adottato un decreto con il quale individua nelle Regioni l'ente che deve adottare dei piani di gestione della fauna selvatica, quindi anche dei cinghiali. Vorrei ricordare che il sindaco appena insediato, ancora non esisteva nemmeno la Giunta, ha dato mandato agli uffici di intervenire e ha emesso un’ordinanza per catturare il cinghiale della Cittadella mediante fototrappole. Purtroppo l’esito di questa operazione non ha dato i suoi frutti». Zinni riferisce di aver sollecitato Regione e assessore affinché venga fatto quanto prima un piano. «Mi rendo conto che ci sono una serie di passaggi, come sentire l’Ispra sulle linee guida per approcciare alla fauna selvatica, ma ho fatto presente che abbiamo la problematica dei cinghiali in area urbana. Non possiamo affrontare questo tema come amministrazione comunale dividendoci tra animalisti tout court e persone che vorrebbero un modo spartano per chiudere la questione. Vogliamo muoverci all’interno di un perimetro normativo e allo stesso tempo darci un time limit. Se i tempi della Regione dovessero prolungarsi troppo nel redigere il piano, valuteremo, anche sentendo altri enti, di adottare provvedimenti per la pubblica incolumità». «Il Comune può intervenire per la pubblica incolumità- replica la consigliera Fiordelmondo-. Le strategie per contrastare il fenomeno, come detto dall’assessore regionale Antonini, possono essere diverse: rendere i rifiuti difficilmente accessibili, controllare che per la città non siano lasciti alimenti per animali d’affezione».

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