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Alluvione, le parole di Ciccioli sono un caso politico. Fede (M5): «Assessore? Piuttosto si dimetta»

Il senatore pentastellato: «Ci si sarebbe aspettati una sana autocritica da parte della Regione Marche. E invece, ancora una volta, abbiamo dovuto assistere alla prepotenza di questa amministrazione targata Fratelli d’Italia»

«Dopo la tragedia avvenuta nelle province di Ancona e Pesaro-Urbino, che ha provocato 11 vittime accertate e una donna ancora dispersa, ci si sarebbe aspettati una sana autocritica da parte della Regione Marche. E invece, ancora una volta, abbiamo dovuto assistere alla prepotenza di questa amministrazione targata Fratelli d’Italia». Esordisce Giorgio Fede,senatore M5S, dopo le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Carlo Ciccioli. «Prepotenza - torna a sottolineare - che si è sostanziata proprio quella sera del 15 settembre, con l’assessore alla Protezione Civile Stefano Aguzzi il quale, anziché correre nelle zone alluvionate, ha preferito continuare a dedicarsi alla sua campagna elettorale per una poltrona meglio retribuita e, in particolare, al comizio a cui stava partecipando. Avvertito alle 21, se ne è andato solo poco prima delle 22, stando a quanto riportano i testimoni, solo perché l’incontro è stato interrotto dagli organizzatori. Avrebbe dovuto essere nella sala operativa della Protezione Civile o, ancora meglio, nelle zone alluvionate. Tra tristi e inopportuni rimpalli di responsabilità si è arrivati all’apice ieri con le dichiarazioni indecorose del capogruppo Carlo Ciccioli che, evidentemente, non perde l’occasione per sbagliare toni e metodi con le sue considerazioni personali, arrivando a stigmatizzare il comportamento di alcune delle vittime con una frase quantomeno inopportuna. Che importa - incalza - se episodi come quello del 15 settembre rischiano di divenire sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici e delle opere necessarie, mai realizzate però in tutti questi anni nonostante l’abbondanza di risorse messe a disposizione dallo Stato, non ultimo dal governo Conte, per mitigarne gli effetti».  Poi la stoccata finale: «Voglio ricordare che Ciccioli ambisce alla carica di assessore. A mio avviso invece ne andrebbero chieste le dimissioni così come andrebbero chieste a chi ha anteposto il proprio interesse a quello delle comunità colpite. Sono forse queste persone ad essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Ci auguriamo - conclude alludendo al governo che la destra sarà chiamata a formare - che nel gestire la cosa pubblica ed il governo nazionale gli accoliti di Giorgia Meloni non siano anche in questo caso distolti da altro, magari la prossima elezione regionale o europea. Servono risposte precise, puntuali e soprattutto urgenti per porre rimedio alla crisi energetica e ai rischi per imprese e famiglie».

«Ho solo descritto una serie imprevedibile di tragici eventi per esprimere cordoglio e per ricordare una ad una le vittime- aveva replicato Ciccioli già dopo le parole finite nell'occhio del ciclone-  nessuno può minimamente pensare che abbia voluto anche solo lontanamente offendere le povere vittime. Chiedo scusa per le parole espresse questo pomeriggio in consiglio regionale. Non solo non volevo offendere nessuno, anzi il mio intento era di esprimere il massimo cordoglio alle vittime dell’alluvione avvenute in circostanze tragicamente fatali ed imprevedibili».

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