Chiusura negozi, Eliantonio: «Stop illegalità e concorrenza sleale»

Così Angelo Eliantonio, Capogruppo di Fratelli d'Italia giunto sul posto durante l'operazione della Polizia

Angelo Eliantonio incontra la polizia durante i controlli

ANCONA - «L'ennesima chiusura temporanea di queste attività non risolverà il problema in maniera definitiva ma garantirà se non altro 30 giorni di serenità e tranquillità ai residenti e alle attività limitrofe. Non possiamo essere tolleranti nei riguardi degli immigrati che fanno fatica ad accettare ciò che li circonda e che hanno una condotta incompatibile con una società civile». Così Angelo Eliantonio, Capogruppo di Fratelli d'Italia giunto sul posto durante l'operazione della Polizia. 

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«Ancona - continua Eliantonio -  ha bisogno di un’amministrazione comunale che faccia scelte politica diverse relativamente al tema dell’immigrazione e del commercio gestito da stranieri, che affronti con fermezza e decisione il tema dei quartieri multietnici, che educhi senza lassismo e senza buonismo i cittadini con politiche strategiche e mirate per far comprendere loro senso civico e rispetto delle nostre regole; le persone rispettano e tendono a proteggere solo gli spazi cui sentono di appartenere. Aumentare i controlli rispetto a questa tipologia di attività commerciali, concorrenziali in maniera sleale sul piano degli orari di chiusura e della somministrazione e vendita di bevande e alimenti, e sensibili dal punto di vista dell'ordine pubblico, deve essere una priorità della giunta Mancinelli, sempre troppo distratta e disinteressata sul fronte sicurezza; vedi presidio fisso della Polizia Locale in piazza Ugo Bassi promesso mesi fa e ancora incerto. Per noi occorre ritirare in maniera definitiva la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) a tutte quelle attività che provocano, come cita l'articolo 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Tolleranza zero nei confronti di chi non rispetta le regole ad Ancona».

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