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A gennaio 2016 chiude la stazione marittima di Ancona: piovono dissensi

RFI deve mettere in sicurezza del tratto che unisce la stazione centrale con quella marittima. Ciò comporterebbe la chiusura dei passaggi a livello per 7 minuti e reti a protezione dei binari. Da qui la scelta di terminare il collegamento

Ancona stazione marittima

Stazione ferroviaria di Ancona Marittima ai saluti. Da gennaio 2016 gli oltre 600 pendolari che, per motivi di studio o di lavoro, quotidianamente usufruiscono della piccola stazione del porto per raggiungere il centro, dovranno scendere alla stazione di Ancona centrale dove ad attenderli ci sarà un servizio alternativo su gomma.  La decisione è stata presa congiuntamente da Regione, Comune, Authority e RFI (Rete ferroviaria italiana). Il motivo? Ferrovie deve effettuare interventi per la messa in sicurezza del tratto che unisce la stazione centrale con quella marittima. In una nota, la Regione fa sapere che ciò "comporterebbe la chiusura dei passaggi a livello per circa 7 minuti, contro gli attuali 60 secondi, con conseguente grave appesantimento della viabilità interna ed esterna al porto. Inoltre sarebbe indispensabile anche un ulteriore posizionamento di reti a protezione dei binari, creando una nuova divisione tra porto e città".

Quindi la scelta di terminare il collegamento senza nessuna reazione da parte degli amministratori che hanno acconsentito alla decisione. I disagi non sono da poco e i dissensi fioccano. La chiusura arriva proprio in un momento in cui invece sarebbe stato fondamentale investire sulle modalità di trasporto e sul collegamento porto-aeroporto, specie dopo che il colosso russo Novaport è divenjtato socio di controllo di Aerdorica . Per non parlare del ruolo del capoluogo nella Macroregione Adriatico Ionica e della recente riapertura del porto antico.

Il Movimento 5 stelle già nel 2009 aveva inserito nel programma delle allora elezioni amministrative la metropolitana di superficie per collegare il centro di Ancona con i comuni vicini partendo dalla Stazione Marittima. Mentre nel programma della regionali i grillini avevano indicato il ripristino delle linee ferroviarie come punti qualificanti per la mobilità integrata nel rispetto del territorio e della salute dei cittadini. «La precedente Giunta regionale aveva rifiutato la chiusura della stazione marittima di Ancona. Riteniamo che alcune soluzioni ragionevoli e convenienti per tutte le parti e debbano essere trovate. Si tratta di garantire l'accesso su rotaia e quindi senza intasare ulteriormente il centro cittadino con il trasporto su gomma. Inoltre la riapertura del porto storico avvicina in qualche modo i turisti e coloro che arrivano in stazione centrale ad Ancona. Questa risorsa va preservata, tra l'altro sono stati fatti anche cospicui investimenti» commenta Daniela Diomedi, consigliere comunale Movimento 5 stelle. Dissensi anche da parte del PCI e da parte di Sessantacento. Il conigliere comunale Stefano Tombolini chiede al sindaco Mancinelli di convocare un consiglio comunale urgente sull'argomento.

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