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Ceriscioli verso le alleanze: «Apriamo ad Area Popolare ma senza Spacca»

Soddisfatto l'ex sindaco di Pesaro per il risultato raggiunto e per la grande partecipazione alle primarie. Il primo tema da affrontare è di un'alleanza con il centro ma un'alleanza con Spacca è esclusa.

"Ha vinto il rinnovamento e la concretezza sarà il primo passo per metterlo in atto. Adesso parte il cambiamento". Luca Ceriscioli ha battuto i suoi avversari Pietro Marcolini e Ninel Donini alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente delle Marche. L'ex sindaco di Pesaro è soddisfatto. Il 52% di voti conquistati nella regione sono un risultato importante e anche la straordinaria affluenza alle primarie è una vittoria da incorniciare.

Nella sua vittoria ci sperava e ci credeva. «Percepivo una forte spinta al cambiamento. Nei cittadini che incontravamo quel messaggio era molto sentito e vicino a loro. Poi da quello a tradursi in tutta quella partecipazione che c'è stata e che nel mio caso specifico è diventata consenso, era difficile da prevedere- commenta Ceriscioli-. Un grazie a tutte quelle 43mila persone che sono andate a votare e che hanno trasformato le primarie in una grande festa democratica».

Ora il primo tema da affrontare è quello dell'alleanza con il centro. Il vincitore delle primarie del centrosinistra apre all'Udc, ad Area Popolare e ai partiti di centro, ma non a Spacca e quindi a Marche 2020. «Sono convinto che il centro, che in questi anni ha governato insieme a noi ha avuto prova e riprova della correttezza, del rapporto da veri alleati con il Pd. Sarebbe un peccato disperdere quel patrimonio. Ho visto gli esponenti che hanno governato insieme a noi molto determinati nel costruire questa alleanza. Fra l'avventura con Spacca e continuare dentro un percorso che ha dato soddisfazione, credo sia importante continuare questa storia anche nel prossimo mandato».

E aggiunge «Vogliamo distinguere fra quelle forze politiche che si muovono dietro un progetto, un ideale  e si alleano, e chi sembra teso la riconferma infinita di ruoli, incarichi e poltrone. Credo che nel primo caso ci sia spazio, nel secondo no». Ceriscioli promette ancora una volta, come in campagna elettorale, una rivoluzione nei palazzi della Regione ovvero una riorganizzazione della dirigenza in base ai progetti e ai risultati che si vogliono raggiungere.

«Meno yes man, meno burocrazia e più selezione per qualità. Sarà un governo basato sulla capacità di premiare le proposte, senza preferenze per un certo territorio. Penso ad una regione più vicina ai territori e agli amministratori locali, e ad un'azione di governo improntata alla trasparenza, alla sobrietà e alla concretezza- afferma-. L'eventuale futura giunta, che sarà composta di tre uomini e tre donne, lavorerà per  l'abbattimento delle liste d'attesa nella sanità e la riorganizzazione dei pronto soccorso, l'attuazione del riordino delle reti cliniche attesa da tempo, misure per rilanciare l'economia e l'occupazione». 

Pietro Marcolini, l'altro sfidante del Pd, si è invece attestato al 46% ma l'attuale assessore regionale al bilancio e alla cultura non ha mancato di congratularsi con il vincitore. «Lo ringrazio per la telefonata che mi ha fatto ieri. Ha riconosciuto il risultato e immediatamente gli ho detto: "Lo spirito delle primarie è quello di confrontarsi su diverse posizioni prima ma una volta che i cittadini hanno scelto, tutti uniti per il cambiamento"».  Presenti alla conferenza stampa numerose personalità del Pd. 

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