Teatri: tagli alle Muse, sullo Stabile il Cda decide "Né liquidare né commissariare"

Una "riunione informale" del Cda dello Stabile fra le poltroncine dello Sferisterio avrebbe deciso: né liquidare né commissariare. La Giunta sul punto di spaccarsi. Intanto cala la mannaia sulle Muse

Sul teatro delle Muse tagli per 120mila euro

La questione dei teatri tiene ancora banco nel dibattito politico anconetano: a pochi giorni dalla Giunta decisiva la situazione appare tutt’altro che rosea. Secondo quanto riportato dal Messaggero domenica scorsa, a Macerata, in occasione del concerto di Musicultura, fra le poltroncine dello Sferisterio si sarebbe svolta una riunione informale del Cda dello Stabile: Gramillano, Favia, Marcolini e Pesaresi. Oggetto del conciliabolo, naturalmente, sarebbe stato il destino del teatro, e secondo quanto si apprende la volontà politica sarebbe quella da un lato di non liquidare né commissariare (per scongiurare l’eventualità di perdere la stabilità ministeriale e pagare fino a 6 milioni di debiti, nella peggiore delle ipotesi), e dall’altro di procedere alla fusione con le Muse ma senza cedere la golden share alla lirica.
Tutto il contrario, insomma, di quello che vorrebbe l’assessore alla Cultura Nobili, il quale – fosse per lui – procederebbe con questa road map: commissariamento dello Stabile, individuazione delle responsabilità politiche della produzione del buco in bilancio, accorpamento della prosa con la fondazione Muse (che ha il pregio di essere solvente, avendo chiuso il 2011 con un attivo di 100 mila euro).

Gli ingredienti per una crisi di Giunta ci sono tutti, ma è ancora presto per dirlo. Quello che invece è certo, è che i tempi sono sempre più stretti. L’ultimatum per la correzione del bilancio scade domani, ma la Giunta si dedicherà solo oggi alla stesura del famoso maxiemendamento che dovrà spremere alti 700mila euro al fondo di 2.2 milioni per salvare lo Stabile.
Un deus ex machina potrebbe giungere dal Governo centrale, che domani riunisce la conferenza Stato-città al Ministero dell’Interno e potrebbe decidere di prorogare al 31 agosto la scadenza per l'approvazione dei bilanci dei Comuni, fornendo spazio di manovra ad un’amministrazione Gramillano sempre più spaccata.
Gli Udc Ippoliti e Gnocchini hanno già fatto sapere che “al buio non si vota”, quindi prima di incassare il loro sì esigeranno di vedere nero su bianco i conti dello Stabile.

Intanto ogni decisione ufficiale sulla prosa è rinviata: si attende il ritorno da Bruxelles di Favia previsto per domani, mentre si incassa il magro aumento del contributo statale che passa così da 416 a 423 mila euro (+ 7mila euro).
È sulle Muse che invece cala la falce, con un taglio dal Ministero di 120 mila rispetto al 2011, il 60% in meno sull'assegno previsto da 220 mila euro.
 

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