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Castelfidardo, il sindaco sarà deciso al ballottaggio: sfida Ascani-Turchetti

La prima tornata elettorale ha stabilito, come da pronostico, che il primo cittadino fidardense sarà deciso tra due settimane al ballottaggio. In ballo il sindaco uscente e la candidata di Fare Bene. In calo l’affluenza

Sarà corsa a due, come ampiamente pronosticato, per il ruolo di primo cittadino di Castelfidardo. Il sindaco fidardense, infatti, si deciderà tra due settimane al ballottaggio e vedrà protagonista l’uscente Roberto Ascani, 44 anni, per Movimento Cinque Stelle e Castelfidardo Futura contrapposto alla candidata Gabriella Turchetti, 63 anni, farmacista collegata alle liste Fratelli d’Italia, Fare Bene e Lega. Abbandonano la competizione sia Tommaso Moreschi, 50 anni, architetto per Solidarietà Popolare e Marco Tiranti, 58 anni, imprenditore della fisarmonica, appoggiato da Sinistra Unita, Azione civica Solidale, PD-BeneInComune, Uniti e Attivi. Proprio quest’ultimo è risultato l’autentico outsider rischiando, fino alla fine, di essere ammesso al testa a testa conclusivo. Con 15 sezioni scrutinate su 16 totali, Turchetti è avanti a tutti con il 29,37%, poi Ascani con il 27,05%, Tiranti con il 25,83% ed infine Moreschi con il 17,76%. 

Castelfidardo, la giornata elettorale e i protagonisti del ballottaggio | VIDEO
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Castelfidardo, tra le altre cose, era l’unico in provincia a potersi giocare la carta del ballottaggio visti i quattro candidati in lizza. La percentuale votante dei 16.027 aventi diritto al voto è stata del 51,46% (8247 votanti) in ribasso rispetto alle precedenti elezioni che avevano fatto registrare il 56,93% come percentuale alle urne. Quattro gli aspiranti sindaci, 156 i candidati al consiglio comunale che si sono presentati suddivisi in dieci liste. Lo scrutinio, con il trasporto da parte delle staffette delle varie schede elettorale, è iniziato intorno alle 18 e si è protratto fino a tardissima serata con l’ausilio di un maxischermo collocato davanti al Comune. Scaramantico fino all’ultimo il sindaco uscente Ascani che si è mostrato estremamente razionale davanti ai cronisti: «Tendenzialmente aspetto i dati definitivi ma ci siamo. L’auspicio era quello di arrivare al ballottaggio e non era facile. Avevamo di fronte altri tre candidati molto agguerriti ma noi andremo dritti fino al nostro programma. Non abbiamo preso in considerazione alleanze o cose simili, i voti sono quelli dei cittadini e confermeremo il nostro programma anche in ipotesi di ballottaggio. L’affluenza in ribasso è il dato più negativo, si è notata una scarsa partecipazione dei giovani».

Battagliera, invece, la sfidante Turchetti: «La presenza femminile mancava dal ’96-’97. Possiamo dire che il clima di destra ha permeato le precedenti consultazioni elettorali come ad esempio le elezioni regionali dello scorso anno. La mia figura è conosciuta sul territorio e forse ha ispirato quel senso di protezione, spesso ho accompagnato le persone nella risoluzione dei loro problemi. Tutto questo ha permesso il risultato, nelle prossime due settimane bisognerà capire chi verrà al ballottaggio insieme a Fare Bene e poi valuteremo. La città è piccola, ci conosciamo tutti e i rapporti sono buoni. Parleremo e cercheremo di capire, laddove i programmi e le modalità sono condivisibili, come muoverci. Le prime cose da fare in caso di elezioni? Ci sono diverse cose da fare ma ora bisogna concentrarsi su altro. Quello che è vero oggi può non esserlo tra una quindicina di giorni».

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